Festival dell’Economia, Trento apre le porte al dibattito: giovani, politica e autonomie al centro della prima giornata

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Interventi di Alberto Stefani e del sindaco di Treviso Mario Conte sui temi della partecipazione giovanile, della burocrazia e delle autonomie locali

Un primo giorno all’insegna della partecipazione e del confronto quello vissuto al Festival dell'Economia di Trento, che ha trasformato il centro della città in un grande laboratorio di idee.

Molti i temi affrontati nei panel inaugurali, ma a catalizzare l’attenzione sono stati soprattutto gli interventi dedicati ai giovani e al ruolo delle istituzioni nel ricostruire un rapporto con le nuove generazioni.

Tra i protagonisti della giornata Alberto Stefani, che ha insistito sulla necessità di superare i luoghi comuni legati al disinteresse dei giovani verso la politica. “Non dobbiamo chiederci perché i giovani non vadano verso la politica — ma perché la politica non sia andata abbastanza verso i giovani”.

Stefani ha sottolineato come la Generazione Z e i millennials mostrino ancora una forte propensione all’ascolto e alla partecipazione, evidenziando invece la crisi dei partiti tradizionali e la crescente difficoltà nel trovare candidati anche per le elezioni amministrative. Un ragionamento che ha trovato attenzione soprattutto tra i tanti studenti presenti agli incontri del festival.

Spazio anche al confronto sulle autonomie territoriali e sulle difficoltà quotidiane degli amministratori locali. A intervenire è stato Mario Conte, che ha portato a Trento l’esperienza della città veneta, tra problemi di bilancio, carenza di risorse e peso della burocrazia.

“Arrivando a Trento ho pensato a quanto siano fortunate le regioni a statuto autonomo”, ha detto il sindaco di Treviso, sottolineando con una punta d’ironia la differenza tra le disponibilità economiche del Trentino-Alto Adige e quelle dei Comuni veneti.

Conte ha poi descritto le difficoltà di amministrare una città di medie dimensioni come Treviso, dove “ogni problema, anche il più piccolo, arriva direttamente sulla scrivania del sindaco”. Ma il nodo principale, secondo il primo cittadino, resta la burocrazia: “Un conto è ciò che vorremmo fare, un conto è ciò che riusciamo a fare e un altro ancora è ciò che ci lasciano fare”.

Particolarmente apprezzato dal pubblico il passaggio dedicato al ricambio generazionale nella pubblica amministrazione. Per Conte, i Comuni hanno bisogno di nuove competenze, soprattutto nei settori ambientali, digitali e della mobilità sostenibile. “I giovani portano sensibilità e skills che oggi sono fondamentali”, ha spiegato.

Il primo giorno del festival ha un messaggio condiviso da molti relatori: il futuro delle città e delle istituzioni passa dalla capacità di coinvolgere le nuove generazioni e di rendere la macchina pubblica più moderna ed efficiente. Un tema che a Trento, tra autonomia e innovazione, continua a essere centrale nel dibattito nazionale.