Limarò, sospesa la VIA sui lavori alla diga di Ponte Pià: interrogazione del PD del Trentino alla Giunta

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La consigliera Michela Calzà chiede chiarimenti sulle ragioni dello stop alla procedura ambientale per il recupero dei sedimenti nell’area del Limarò

Le ragioni della sospensione della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativa agli interventi di HDE nell’area del Limarò finiscono al centro di un’interrogazione in Consiglio provinciale.

A sollevare la questione è la consigliera provinciale del Partito Democratico del Trentino Michela Calzà, che ha chiesto alla Giunta di chiarire i motivi dello stop alla procedura riguardante il programma di recupero e conservazione del volume di invaso della diga di Ponte Più.

L’intervento prevede lo svaso meccanico di circa 350.000 metri cubi di sedimenti dal lago di Ponte Più e rientra in un programma più ampio finalizzato al ripristino della continuità del trasporto solido del corso d’acqua, anche attraverso la gestione controllata dello scarico di fondo in condizioni idrauliche favorevoli.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, il blocco del trasporto dei sedimenti causato dagli invasi artificiali può generare effetti significativi sugli equilibri idrologici e morfologici dei corsi d’acqua, rendendo necessarie operazioni di ripristino condotte nel rispetto delle linee guida ISPRA.

La consigliera evidenzia inoltre un possibile nodo procedurale: la verifica di assoggettabilità a VIA riguarderebbe soltanto la rimozione meccanica dei sedimenti, e non l’intero programma di intervento, come previsto dalla normativa ambientale richiamata nel testo dell’atto.

Per questo Michela Calzà chiede alla Giunta provinciale di chiarire le motivazioni tecniche e amministrative che hanno portato alla sospensione della procedura e l’inquadramento complessivo dell’intervento rispetto alla normativa vigente in materia ambientale.