Mercato dei capitali, a Trento il confronto sulla riforma tra banche, imprese e istituzioni

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Al Festival dell’Economia il dibattito sulle nuove regole della finanza italiana: al centro semplificazione, sostegno alle aziende, tutela dei risparmiatori e maggiore apertura ai mercati europei

La riforma del mercato dei capitali e le ricadute per imprese, banche e risparmiatori sono state al centro dell’incontro ospitato al Festival dell’Economia di Trento dal titolo “Cosa cambia per imprese, banche e risparmiatori con la riforma del mercato dei capitali”. A moderare il confronto è stato Gianfranco Ursino de Il Sole 24 Ore, che ha guidato il dibattito tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo bancario, della finanza e dell’ambito legale.

Ad aprire il panel è stato Federico Freni, sottosegretario all’Economia e alle Finanze, che ha ripercorso il lavoro svolto negli ultimi due anni assieme agli operatori del settore per arrivare alla riforma del Testo Unico della Finanza. Freni ha spiegato che l’obiettivo è rendere il sistema italiano più vicino agli standard europei e semplificare l’accesso delle imprese ai mercati finanziari.

Nel suo intervento il sottosegretario ha ribadito che la riforma nasce con finalità economiche e produttive, non politiche, e che il mercato italiano deve essere sempre più integrato con quello europeo per non rischiare di restare ai margini delle grandi dinamiche internazionali.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del finanziamento delle piccole e medie imprese. Freni ha evidenziato la necessità di superare un modello basato quasi esclusivamente sui prestiti bancari, favorendo invece l’ingresso di nuovi capitali nelle aziende e una maggiore apertura verso gli investitori.

Maurizio Tamagnini, fondatore e amministratore delegato del Fondo Strategico Italiano, ha posto l’attenzione sul cambiamento culturale necessario per sostenere la crescita delle imprese. Secondo Tamagnini, l’ingresso di nuovi investitori non deve essere visto come una soluzione d’emergenza, ma come uno strumento utile per accompagnare innovazione, sviluppo e competitività.

Tamagnini ha ricordato come l’Italia possa contare su distretti industriali e tecnologici tra i più avanzati d’Europa, pur continuando ad attirare meno investimenti rispetto ad altri grandi Paesi europei. Un passaggio che ha richiamato anche il ruolo delle nuove generazioni, delle competenze digitali e dell’intelligenza artificiale nella trasformazione del sistema economico.

Sul rapporto tra risparmio e investimenti è intervenuto Andrea Corona, consulente finanziario, che ha indicato nella scarsa educazione finanziaria uno dei principali ostacoli alla partecipazione dei cittadini ai mercati. Secondo Corona molti risparmiatori temono gli investimenti perché conoscono poco gli strumenti disponibili e non sanno come gestirli o uscirne. Da qui la necessità, ha spiegato, di puntare su maggiore chiarezza e informazione, soprattutto per i più giovani.

Lando Sileoni, segretario generale della Fabi, ha invece richiamato l’attenzione sugli equilibri tra banche, imprese e grandi fondi internazionali. Nel suo intervento ha sottolineato il ruolo degli istituti di credito del territorio nel mantenere un rapporto diretto con le piccole e medie imprese e nel garantire stabilità al tessuto produttivo italiano.

Sugli aspetti normativi è intervenuto anche l’avvocato Luigi Orsi dello studio legale NTCM, che ha affrontato il tema del cosiddetto “doppio binario” tra sanzioni amministrative e penali nei reati finanziari. Secondo Orsi, regole più semplici e coordinate possono aumentare l’attrattività del mercato italiano e offrire maggiori certezze agli investitori.

Sul punto è tornato anche Freni, annunciando che è già in corso un lavoro per distinguere in modo più chiaro gli illeciti amministrativi dai reati penali, con l’obiettivo di costruire un sistema più semplice ed efficiente.

A chiudere il confronto è stato Paolo Di Benedetto, presidente del Fondo Nazionale di Garanzia, che ha ribadito l’importanza della tutela dei risparmiatori e della modernizzazione delle regole europee. Di Benedetto ha sottolineato come la prima forma di protezione passi attraverso informazione ed educazione finanziaria, con l’obiettivo di rendere i cittadini investitori più consapevoli e favorire strumenti più semplici e accessibili.