![]() Confindustria promuove gli incentivi agli investimenti. Cgil e Comitato Mobilità: «Servono misure strutturali e trasporti pubblici più efficienti» Il nuovo “Bando Energia allo Sviluppo” lanciato dalla Provincia divide il fronte economico e sociale trentino. Se da una parte il mondo delle imprese accoglie con favore il piano di incentivi destinato ai settori produttivi, dall’altra sindacati e associazioni denunciano l’assenza di interventi concreti per le famiglie e per il trasporto pubblico strutturale. Il presidente di Confindustria Trento, Lorenzo Delladio, ha definito il piano un intervento positivo e tempestivo, sottolineando come la misura rappresenti un sostegno importante in una fase caratterizzata da un forte aumento dei costi energetici e produttivi. Secondo Delladio, il provvedimento risponde finalmente alle esigenze dell’industria e del comparto trasporti, settori che negli ultimi anni si sarebbero sentiti meno considerati rispetto al turismo e al commercio. Il numero uno degli industriali trentini ha evidenziato come la recente impennata dei costi abbia avuto effetti pesanti anche sul territorio provinciale e ha apprezzato la rapidità con cui l’amministrazione sarebbe intervenuta. Ha però precisato che il piano dovrà ora essere approfondito nel dettaglio insieme alla Provincia, chiarendo che si tratta di incentivi agli investimenti e non di ristori diretti alle imprese. Di tono diverso il giudizio della Cgil. Il segretario provinciale Andrea Grosselli ha riconosciuto gli aspetti positivi dell’intervento per le aziende, osservando però che la Provincia avrebbe dovuto muoversi molto prima. Secondo il sindacalista, il vero nodo resta quello delle famiglie, che continuano a subire l’aumento del costo della vita senza ricevere misure realmente incisive. Grosselli ha criticato in particolare il bonus per il trasporto pubblico a 20 euro durante il periodo estivo, ritenendolo insufficiente per incidere concretamente sulle difficoltà quotidiane di migliaia di cittadini. A suo giudizio molti lavoratori e famiglie non possono rinunciare all’uso dell’auto privata e il provvedimento rischierebbe di trasformarsi in una misura simbolica più che strutturale. Per il segretario della Cgil sarebbe stato necessario investire in modo più deciso sul trasporto pubblico, aumentando corse, frequenza e capacità del servizio, così da offrire una reale alternativa alla mobilità privata. Ha inoltre denunciato l’assenza, in Trentino, di una politica stabile di incentivi per il fotovoltaico, le pompe di calore e la mobilità elettrica domestica, indicando l’Alto Adige come esempio di programmazione più avanzata sull’efficientamento energetico. Critiche sono arrivate anche dal Comitato Mobilità Sostenibile Trentino. Il presidente Ezio Viglietti ha sostenuto che la riduzione del costo del trasporto pubblico rappresenti una misura positiva solo in parte, perché limitata al periodo estivo e quindi incapace di modificare realmente le abitudini di spostamento dei cittadini. Secondo il Comitato, la Provincia dovrebbe puntare su un sistema di mobilità sostenibile più moderno ed efficiente, riducendo progressivamente la dipendenza dall’auto privata. |
Piano energia della Provincia, imprese soddisfatte ma i sindacati attaccano: «Per le famiglie cambia poco»
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