Sanità Trentina, Cia: "La programmazione aziendale è ancora una sfida cruciale"

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Il consigliere sottolinea che la Corte dei conti conferma le difficoltà dell’ASUIT nella gestione delle risorse e nella pianificazione dei servizi sanitari

La relazione della Corte dei conti sulla gestione finanziaria 2024 dell’ASUIT in Trentino non deve essere letta come pretesto per polemiche, ma nemmeno relegata a semplice documento contabile: è, secondo il consigliere provinciale Claudio Cia, “una fotografia utile che conferma un nodo critico della sanità trentina: non è solo questione di risorse stanziate, ma di come l’Azienda sanitaria riesce a programmarle e tradurle in risposte concrete per i cittadini”.

Cia riconosce che “il bilancio tiene, un risultato da sottolineare”. Tuttavia, osserva, “proprio perché la Provincia investe molto in sanità, occorre assicurarsi che l’organizzazione aziendale sia capace di valorizzare queste risorse. La Corte segnala uno scostamento importante tra previsione e consuntivo: i ricavi finali superano di quasi 160 milioni le stime iniziali. Questo non è solo un dato contabile, ma indica la difficoltà di allineare la programmazione al fabbisogno reale”.

Il consigliere sottolinea come queste criticità non siano nuove: “Da tempo porto avanti atti consiliari, richieste di dati e proposte organizzative con l’obiettivo di far passare la sanità trentina dalla gestione dell’emergenza a una programmazione più stabile, misurabile e centrata sul cittadino”. Le criticità emergono in particolare sulle liste d’attesa e sull’intramoenia, dove i dati segnalano ritardi significativi nelle prestazioni richieste e un ricorso elevato alle visite a pagamento, soprattutto per le prime visite.

“La libera professione intramuraria è legittima e non va demonizzata – precisa Cia – ma quando in alcune unità operative supera soglie così alte, non basta guardare il dato aggregato: bisogna analizzare struttura per struttura, agenda per agenda. Il cittadino non deve percepire che il pagamento garantisca un accesso più veloce”.

Il consigliere evidenzia che questi fenomeni – liste d’attesa, intramoenia, ricorso ai gettonisti, mobilità sanitaria e gestione dei contrattinon sono problemi isolati, ma segnali di difficoltà nella programmazione e nell’organizzazione dell’offerta. Anche l’uso diffuso dei gettonisti, con centinaia di contratti e costi rilevanti, riflette la complessità nella gestione del personale, soprattutto nei servizi più critici.

Cia conclude con un richiamo all’azione: “Serve un cambio di passo nella programmazione aziendale: dati dettagliati, obiettivi chiari e strumenti di verifica concreti. Continuerò a richiedere chiarimenti non per indebolire la Giunta, ma per rafforzarla. La sanità pubblica si tutela affrontando i problemi con organizzazione, trasparenza e responsabilità”.