Cooperative italiane, export record e sfide globali: “La cooperazione è la bussola nel caos”

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I protagonisti ne parlano al Festival dell'Economia di Trento

Il modello cooperativo italiano conferma la sua forza sui mercati esteri, ma affronta pressioni sempre più complesse tra instabilità geopolitica, costi energetici, cambiamenti climatici e demografici. È il quadro tracciato da Giorgio Mercuri, vicepresidente di Confcooperative con delega all’internazionalizzazione, intervenuto al Festival dell’economia di Trento.

“La cooperazione rappresenta una leva strutturale per mantenere la rotta nel mezzo del caos”, ha spiegato Mercuri, sottolineando come l’aggregazione e la reputazione costruite nel tempo abbiano permesso al settore di crescere in maniera costante. “Nel 2025 l’export cooperativo ha superato i 70 miliardi di euro, rispetto ai meno di 50 miliardi del 2015”, ha evidenziato, ricordando che le cooperative producono oltre il 60% del vino italiano, il 50% dell’ortofrutta e il 70% del lattiero-caseario, portando il Made in Italy in tutto il mondo.

Non mancano però le criticità. Luca Rigotti, presidente di Mezzacorona, ha descritto la situazione del vino, indicando negli Stati Uniti il mercato più problematico: “Dazi e oscillazioni del cambio euro-dollaro stanno comprimendo fortemente i margini”, ha spiegato, mentre l’aumento del prezzo del petrolio incide sui costi di produzione.

Michele Plancher, direttore generale di Sant’Orsola, ha evidenziato il gap energetico con altri Paesi europei: “Paghiamo circa 130 euro a megawattora contro i 45 di Spagna e Portogallo, nostri principali concorrenti”. Sul fronte del credito, le aziende agricole affrontano difficoltà nell’accesso al sistema bancario, con una domanda inevasa stimata in un miliardo di euro l’anno.

Dal territorio trentino, Stefano Albasini ha portato la voce della zootecnia e dell’agricoltura di montagna, sottolineando i limiti delle piccole aziende locali: “Le nostre realtà non hanno economie di scala e devono affrontare sfide significative per restare competitive”.

La export e la presenza delle cooperative nei tavoli europei e nei rapporti con ministero e governo, ha concluso Mercuri, dimostrano come il settore continui a guadagnarsi fiducia e reputazione, pur navigando in un contesto internazionale sempre più complesso.