Lollobrigida al Festival dell’Economia: “Più forza all’Europa per tutelare agricoltura e produzioni”

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A Trento il confronto con Giorgio Dell’Orefice: dal sostegno alle aziende agricole alla sicurezza alimentare, passando per giovani, innovazione e gestione dei danni ambientali

La necessità di un’Europa più forte, capace di incidere maggiormente nelle scelte economiche e di difendere agricoltura e produzioni strategiche. È questo il messaggio lanciato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida durante il Festival dell’Economia di Trento, nel confronto con Giorgio Dell’Orefice de Il Sole 24 Ore dedicato al tema “Agroindustria, vecchi e nuovi mercati”.

Nel corso dell’incontro il ministro ha parlato degli effetti delle tensioni internazionali sulle produzioni agricole e sulle filiere mondiali. Secondo Lollobrigida, l’Europa dovrebbe avere un ruolo più forte anche alla luce del peso economico che rappresenta a livello globale. Il ministro ha ricordato il valore della Politica agricola comune, sottolineando però come negli anni abbia perso parte dei suoi obiettivi iniziali.

Lollobrigida ha quindi ribadito la necessità di recuperare capacità produttive considerate strategiche, dai fertilizzanti alle produzioni di base, richiamando il concetto di sovranità alimentare come garanzia di approvvigionamenti sicuri e maggiore autonomia produttiva.

Nel dialogo si è parlato anche del rapporto tra crescita economica, diritti e sostenibilità. Il ministro ha evidenziato i rischi legati all’importazione di prodotti provenienti da Paesi con regole meno rigide sul piano ambientale e delle tutele per i lavoratori, invitando l’Europa a semplificare il lavoro delle aziende agricole e ad accompagnarle verso nuovi mercati.

Ampio spazio è stato dedicato agli investimenti destinati al comparto agricolo attraverso il PNRR. Lollobrigida ha ricordato che le risorse per il settore sono passate da 3,6 a 8,9 miliardi di euro, con fondi indirizzati alle filiere produttive, all’energia e all’innovazione. Tra gli interventi citati, il sostegno all’installazione di pannelli fotovoltaici nelle strutture agricole, che ha coinvolto circa 30 mila aziende, oltre agli incentivi per il rinnovo dei mezzi agricoli e per la sicurezza sul lavoro.

Durante l’incontro il ministro ha richiamato anche alcuni esempi di innovazione nel settore della logistica, tra cui il sistema di deposito sotterraneo di Melinda in Val di Non, indicato come modello capace di ridurre traffico, consumi energetici e impatto ambientale.

Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il ricambio generazionale. “I giovani stanno tornando all’agricoltura, ma servono reddito e accesso al credito”, ha affermato Lollobrigida, sottolineando come le aziende guidate da giovani abbiano risultati economici superiori alla media. In questo quadro si inserisce anche il programma “ColtivaItalia”, attualmente all’esame del Parlamento, che prevede un miliardo di euro per sostenere i comparti strategici, favorire l’ingresso dei giovani e rafforzare le filiere produttive.

Nel confronto sono state ricordate anche alcune misure rivolte a imprese e famiglie, dal rifinanziamento del gasolio agricolo alla “Carta dedicata a te”, destinata all’acquisto di prodotti delle filiere italiane da parte delle famiglie in difficoltà, con il coinvolgimento della grande distribuzione.

Sul fronte della legalità, il ministro ha ribadito l’impegno contro contraffazione, falso Made in Italy e infiltrazioni criminali nel comparto agricolo, richiamando l’approvazione delle nuove norme dedicate alla tutela del Made in Italy. Spazio infine anche alla promozione dell’agroalimentare e della cucina italiana, riconosciuta patrimonio UNESCO, considerata un elemento strategico per l’identità del Paese.

In chiusura, Lollobrigida ha affrontato il tema dei danni provocati dai cambiamenti climatici, chiedendo un maggiore coinvolgimento dell’Europa nei sistemi assicurativi a sostegno del settore agricolo. “Quelli che una volta erano eventi eccezionali oggi sono fenomeni sempre più frequenti”, ha dichiarato il ministro, sottolineando la necessità di investire nella prevenzione e in strumenti adeguati per affrontare le emergenze.

Tra gli obiettivi indicati per l’ultimo anno di legislatura anche la riforma delle norme sulla gestione della fauna selvatica, con interventi basati, ha spiegato il ministro, su dati scientifici.