![]() Sono sedici i nuovi piloti abilitati al volo UAS dopo il corso in Val di Fassa. I velivoli, dotati di termocamere e intelligenza artificiale, saranno impiegati nelle operazioni di ricerca e soccorso anche in condizioni estreme La tecnologia entra sempre più nel cuore delle operazioni di soccorso in montagna. Con la consegna ufficiale di due nuovi droni al Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, si rafforza la rete di sicurezza sulle Dolomiti e nei territori più impervi della provincia. I velivoli, destinati alle Zone Fiemme Fassa e Primiero Vanoi, sono stati acquistati grazie a un contributo di 20 mila euro messo a disposizione da FPB CASSA di Fassa Primiero Belluno. La cerimonia si è svolta a Moena al termine del corso nazionale per aspiranti piloti UAS (Unmanned Aerial System), ospitato in località Gardeccia, a San Giovanni di Fassa. Quattro giorni di formazione teorica e pratica organizzati dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico insieme alla Scuola Nazionale Direttori delle operazioni di soccorso e alla Scuola Nazionale Tecnici di Soccorso Alpino. L’iniziativa ha permesso ad altri otto tecnici trentini di ottenere l’abilitazione al pilotaggio di droni impiegati nelle attività di ricerca e soccorso. Con loro salgono a dodici gli operatori del Soccorso Alpino Trentino formati a livello nazionale, mentre sono sessanta complessivamente i soccorritori CNSAS abilitati in Italia dopo i corsi organizzati negli ultimi mesi tra Piemonte, Veneto, Campania e Trentino. Alla consegna dei droni erano presenti il presidente di FPB CASSA Carlo Vadagnini e il direttore generale Ruggero Lucin. Vadagnini ha sottolineato il valore sociale dell’investimento: «Sostenere il Soccorso Alpino significa investire nella sicurezza di residenti e turisti, nella prevenzione e nella tutela della vita umana, valorizzando il lavoro straordinario svolto ogni giorno dai volontari». I nuovi droni rappresentano una delle frontiere più avanzate del soccorso in ambiente montano. Dotati di termocamere e sistemi di intelligenza artificiale, sono in grado di individuare persone disperse attraverso il riconoscimento di sagome e colori specifici anche in scenari complessi come boschi, pareti rocciose o terreni innevati. Le esercitazioni svolte in Val di Fassa hanno approfondito non solo il pilotaggio e l’utilizzo dei software di gestione, ma anche le possibili interazioni con l’elisoccorso e l’impiego operativo in condizioni diurne e notturne. Un aspetto cruciale soprattutto nelle ricerche notturne, dove l’illuminazione garantita dai velivoli può agevolare sia il disperso sia le squadre impegnate nei soccorsi sanitari. Parallelamente alla donazione dei due mezzi, la Direzione provinciale del Soccorso Alpino Trentino ha acquistato altri otto droni da assegnare ai nuovi piloti, con l’obiettivo di estendere progressivamente la presenza di queste tecnologie su tutto il territorio provinciale. Il vicepresidente nazionale del CNSAS Alessandro Molinu, responsabile del settore droni, ha spiegato come il progetto sia destinato a crescere ulteriormente: «Stiamo sviluppando anche operazioni di volo non a vista riconosciute da ENAC e sperimentando l’utilizzo dei droni per il trasporto di carichi pesanti. In futuro potranno portare attrezzature direttamente sui luoghi d’intervento, velocizzando le operazioni soprattutto quando gli elicotteri non possono operare». Nel frattempo prosegue anche l’implementazione delle comunicazioni radio dedicate ai droni su canali aeronautici, mentre il corso appena concluso in Gardeccia ha visto la partecipazione di tecnici provenienti non solo dal Trentino, ma anche da Calabria, Puglia, Lombardia, Veneto e Sardegna. La montagna, dunque, cambia volto anche grazie alla tecnologia: droni intelligenti, piloti specializzati e nuovi sistemi operativi diventano strumenti fondamentali per rendere più rapide, efficaci e sicure le missioni di soccorso nelle aree alpine. |
Soccorso Alpino Trentino, arrivano nuovi droni hi-tech: FPB finanzia la sicurezza in montagna
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