![]() Nella tragedia 228 vittime, tra cui sei cittadini del Trentino Alto Adige Diciassette anni dopo la caduta dell’Airbus A330 del volo Air France AF447 tra Rio de Janeiro e Parigi, arriva una svolta giudiziaria: la Corte d’Appello di Parigi ha condannato Air France e Airbus per omicidio colposo, ribaltando l’assoluzione del 2023. La sentenza riconosce la responsabilità totale delle due società e infligge a entrambe una multa di 225mila euro. Sul volo precipitato nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno 2009 viaggiavano anche sei cittadini trentini e altoatesini, tra cui il consigliere provinciale Giovanni Battista Lenzi, il direttore di “Trentini nel Mondo” Rino Zandonai e il sindaco di Canal San Bovo Luigi Zortea, oltre a tre altoatesini. La tragedia causò la morte di 228 persone, il peggior disastro nella storia dell’aviazione francese. Le indagini hanno stabilito che il congelamento delle sonde di Pitot, utilizzate per misurare la velocità dell’aereo, mise in crisi i sistemi e l’equipaggio. Secondo l’accusa, Air France non avrebbe preparato adeguatamente i piloti a gestire l’emergenza, mentre Airbus avrebbe sottovalutato i rischi legati ai sensori. Nel 2023 Air France e Airbus erano state assolte perché il tribunale non aveva trovato un “nesso causale certo”, decisione che aveva suscitato rabbia tra le famiglie delle vittime. Con il ricorso della Procura francese, la Corte d’Appello ha ora stabilito la responsabilità penale delle due aziende, dando finalmente giustizia ai familiari. Per il Trentino Alto Adige, il ricordo della tragedia resta vivo: Lenzi, Zandonai e Zortea stavano tornando da un viaggio di solidarietà in Brasile, destinato ai progetti della comunità dei trentini all’estero, che non si concluse mai. |
Disastro Rio-Parigi: condannate Air France e Airbus
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