Rovereto, interrogazione in Provincia sul “protocollo scuola-Procura”: si accende il dibattito sul ruolo educativo degli istituti

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Parolari (Pd): «Da strumento di tutela a automatismo burocratico. Serve la sospensione immediata»

Il caso di un sedicenne di Rovereto finito al centro di un procedimento giudiziario per l’acquisto online di una cintura da 20 euro riaccende il confronto politico sul “Protocollo per le segnalazioni all’Autorità Giudiziaria” adottato nelle scuole trentine. A sollevare la questione è la consigliera provinciale del Partito Democratico Francesca Parolari, che ha depositato un’interrogazione urgente chiedendo alla Giunta di sospendere l’applicazione del provvedimento.

Al centro della polemica c’è il funzionamento del protocollo, siglato nel novembre 2024, che disciplina le modalità con cui le scuole devono segnalare possibili reati all’autorità giudiziaria. Secondo la consigliera, lo strumento avrebbe prodotto un “automatismo burocratico” che riduce drasticamente gli spazi di valutazione educativa e mediazione interna agli istituti scolastici.

Il caso riportato riguarda uno studente minorenne che, dopo una segnalazione partita dall’ambiente scolastico, è stato coinvolto in un procedimento presso il Tribunale per i minorenni, conclusosi poi con il proscioglimento per “reato impossibile”. Un episodio che, secondo la denuncia politica, avrebbe generato un forte impatto psicologico e familiare, trasformando quella che viene definita una “ragazzata” in un caso penale.

Nel testo dell’interrogazione, Parolari critica il fatto che il protocollo imponga ai dirigenti scolastici l’obbligo di trasmettere le segnalazioni senza possibilità di approfondimento interno o confronto preventivo con famiglie e studenti. Una modalità che, secondo la consigliera, rischierebbe di svuotare il ruolo educativo della scuola, trasformandola in un soggetto meramente esecutivo.

«Si tratta di un sistema che rischia di azzerare il dialogo educativo e di indebolire la funzione formativa degli insegnanti», sostiene Parolari, che richiama anche le criticità già evidenziate da operatori del settore legale, psicologico e sociale al momento dell’introduzione del protocollo.

Con l’interrogazione, la consigliera chiede alla Giunta provinciale di chiarire quanti casi siano stati segnalati dalle scuole dall’entrata in vigore del provvedimento e quale sia stato il suo impatto concreto sul sistema scolastico. Tra le richieste anche una verifica sugli effetti del protocollo sulla professionalità dei docenti e dei dirigenti scolastici, oltre alla possibilità di una sospensione immediata del suo utilizzo.