Qualità della vita, il Trentino-Alto Adige ai vertici per giovani e famiglie

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La ricerca del Sole 24 Ore premia la provincia per lavoro, servizi e natalità

Il Trentino-Alto Adige si conferma una delle aree italiane con la migliore qualità della vita, soprattutto per i giovani adulti che vogliono costruire il proprio futuro, raggiungere l’indipendenza e mettere su famiglia. È quanto emerge dalla nuova indagine del Sole 24 Ore, presentata in anteprima a Trento durante il Festival dell’Economia.

Nella classifica dedicata alla fascia d’età tra i 18 e i 35 anni, l’Alto Adige conquista il primo posto a livello nazionale, mentre il Trentino si colloca al secondo. A incidere positivamente sono diversi fattori, tra cui occupazione, stipendi elevati e presenza di nuclei familiari giovani. Elementi che, secondo gli analisti, rendono il territorio particolarmente attrattivo per chi si affaccia alla vita adulta.

Tra i punti di forza dell’Alto Adige spiccano soprattutto l’alto tasso di natalità e le opportunità lavorative. “Bolzano mostra una forte capacità di attrarre e sostenere le giovane famiglie grazie a redditi elevati e a un mercato del lavoro dinamico”, ha spiegato Michele Finizio del Sole 24 Ore durante la presentazione dello studio. Lo riporta Tgr Trento.

Ottimi risultati anche per la popolazione anziana. In questa categoria il primato va alla provincia di Trieste, ma Trento ottiene comunque performance molto positive grazie alla qualità dell’assistenza domiciliare e a livelli pensionistici tra i più alti del Paese.

L’unico ambito in cui il Trentino registra risultati meno brillanti riguarda il benessere dei bambini. Pur mantenendosi su livelli elevati rispetto al panorama nazionale, la provincia non rientra nelle prime dieci posizioni della graduatoria.

Secondo Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children, uno degli aspetti da migliorare riguarda il coinvolgimento delle nuove generazioni nella progettazione degli spazi e delle attività dedicate a loro. “Servono più luoghi pensati insieme ai giovani e una maggiore partecipazione dei ragazzi nelle scelte che li riguardano”, ha sottolineato.