Povertà alimentare, oltre 18mila famiglie aiutate in Trentino-Alto Adige

Read Povertà alimentare, oltre 18mila famiglie aiutate in Trentino-Alto Adige on Trentino24

Il Banco Alimentare: in un anno distribuite più di 1.750 tonnellate di cibo (+2%). Ma cala il recupero dai supermercati

Oltre 18mila famiglie raggiunte e più di 1.750 tonnellate di alimenti distribuiti, con un incremento del 2% rispetto all’anno precedente. Sono i numeri principali del bilancio del Banco Alimentare Trentino-Alto Adige, realtà impegnata dal 2003 nel recupero e nella redistribuzione delle eccedenze alimentari a fini solidali.

La rete regionale, composta da circa 60 volontari e oltre 120 associazioni partner, opera attraverso il recupero di prodotti invenduti della grande distribuzione, della ristorazione e dei programmi di aiuto europei e nazionali contro la povertà.

A questi risultati si accompagna però un elemento critico: la riduzione del cibo recuperato dalla grande distribuzione. Il calo è del 3,5% in Alto Adige e arriva al 7% in Trentino, una flessione che secondo il presidente Luca Merlino è legata alle nuove politiche commerciali dei supermercati, che tendono a mantenere i prodotti in vendita fino a ridosso della scadenza, riducendo così le eccedenze disponibili per il recupero.

«Non è un disastro, ma la difficoltà si avverte», ha spiegato Merlino, sottolineando come il cambiamento delle strategie della grande distribuzione abbia effetti diretti sulla filiera solidale.

In parallelo, cresce il ruolo degli aiuti istituzionali e dei programmi europei e nazionali, che forniscono alimenti a lunga conservazione destinati al sostegno delle persone in difficoltà economica. Una rete che integra anche l’industria agroalimentare locale, i grossisti e iniziative come la Colletta Alimentare, oltre alle collaborazioni con servizi di ristorazione collettiva.

Secondo Merlino, il sistema deve ora evolvere ulteriormente: «È necessario coinvolgere più produttori locali. Donare le eccedenze non è solo un gesto solidale, ma comporta anche vantaggi fiscali per le aziende».

Il presidente sottolinea infine l’efficacia del modello: ogni euro investito nel Banco Alimentare si tradurrebbe in oltre 12 euro di prodotti recuperati e distribuiti, confermando l’impatto sociale ed economico dell’attività sul territorio.