Pronto Soccorso di Trento, esplode la protesta dei lavoratori Miorelli

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Uiltrasporti denuncia condizioni “insostenibili” al Santa Chiara: «Turni massacranti, aggressioni e stipendi con ammanchi». Pronto un presidio permanente davanti all’ospedale

Clima sempre più teso al Pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Chiara, dove i lavoratori della ditta appaltatrice Miorelli minacciano la mobilitazione dopo le denunce avanzate da Uiltrasporti su condizioni di lavoro definite “gravissime”.

Al centro della protesta ci sono gli operatori impiegati nei servizi di supporto al Pronto Soccorso, formalmente inquadrati come “uscieri”, ma chiamati quotidianamente a svolgere compiti ben più delicati e rischiosi, spesso senza adeguata formazione e senza tutele sufficienti.

Secondo il sindacato, la situazione più critica riguarda il supporto richiesto nel reparto di Psichiatria, dove i lavoratori vengono coinvolti nella gestione di pazienti agitati o violenti. Un’attività che, denuncia Uiltrasporti, avverrebbe senza preparazione specifica e senza strumenti di protezione adeguati.

«L’unica indicazione ricevuta dall’azienda sarebbe quella di mantenere una distanza di cinque metri», si legge nella nota sindacale, che definisce la misura “impraticabile e insufficiente”. Nel tempo si sarebbero già verificati diversi episodi di aggressione, con operatori colpiti da pugni e morsi durante il servizio.

Il nodo centrale resta l’inquadramento contrattuale. I lavoratori, pur svolgendo mansioni di fatto assimilabili a quelle di supporto alla sicurezza sanitaria, continuano a essere classificati come uscieri, con salari e tutele non adeguati ai compiti richiesti. Una criticità che, secondo il sindacato, sarebbe già nota anche ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale, tanto che la Provincia starebbe lavorando a un nuovo appalto destinato a escludere tali mansioni dal profilo attuale.

Accanto alle questioni legate alla sicurezza emergono anche pesanti contestazioni sul piano economico. Uiltrasporti denuncia infatti “part-time fittizi”, con dipendenti costretti a coprire un numero elevatissimo di ore per sopperire alla carenza di personale, oltre a presunti errori sistematici nelle buste paga.

Tra le anomalie segnalate figurano giornate lavorative non retribuite e ferie conteggiate come godute nonostante i lavoratori fossero regolarmente in servizio. Il sindacato sostiene di aver chiesto più volte chiarimenti e regolarizzazioni all’azienda, senza ottenere risposte soddisfacenti.

«L’azienda prima ha sostenuto di aver pagato tutto, poi avrebbe smetto persino di rispondere al telefono», denuncia il segretario generale di Uiltrasporti, Nicola Petrolli.

Il sindacato giudica positivamente l’impegno della Provincia nella definizione del nuovo bando di gara, che dovrebbe prevedere salari più alti e maggiori tutele in caso di aggressione. Tuttavia, per i lavoratori l’attesa non è più sostenibile.

Uiltrasporti chiede ora la convocazione immediata di un tavolo con l’azienda e il pagamento degli arretrati contestati. In assenza di risposte rapide, i dipendenti sono pronti ad avviare una protesta con un presidio permanente davanti all’ingresso dell’ospedale Santa Chiara.