Case della Comunità, nuova polemica del PD sulle inaugurazioni: “Troppi tagli del nastro e pochi servizi reali”

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Critiche alla gestione delle strutture finanziate con il PNRR: contestate la programmazione, la carenza di medici e infermieri e il mancato coinvolgimento dei territori

Si riaccende il dibattito sulle Case della Comunità e sulla loro effettiva operatività. A sollevare le critiche è Paolo Zanella, consigliere provinciale del PD del Trentino, che parla apertamente di “farsa delle inaugurazioni” riferendosi ai numerosi tagli del nastro organizzati negli ultimi mesi per le strutture sanitarie territoriali.

Secondo Zanella, a fronte di dieci Case della Comunità aperte su quattordici previste, si sarebbe già arrivati all’undicesima inaugurazione, con il caso di Ala che avrebbe visto addirittura una doppia cerimonia. Una situazione che, a suo dire, rischia di trasformarsi in una continua passerella pubblica ogni volta che verrà attivato un nuovo servizio.

Nel mirino finisce in particolare la nuova Casa della Comunità di Trento Nord, definita dal consigliere come una struttura nata senza una vera pianificazione. Zanella contesta la posizione dell’edificio, collocato tra la ferrovia e via Brennero, in una zona produttiva ritenuta poco collegata, priva di parcheggi adeguati e senza trasporto pubblico diretto. Critiche anche alla scelta di realizzare il presidio in un capannone lontano dal tessuto sociale del quartiere.

Secondo il consigliere, il problema principale sarebbe il mancato coinvolgimento delle comunità locali nella progettazione delle strutture. “Le Case della Comunità dovrebbero essere luoghi di riferimento non solo sanitario ma anche sociale”, sostiene Zanella, denunciando l’assenza di un confronto con cittadini, associazioni e realtà del territorio durante i quattro anni di preparazione del progetto.

Nel documento vengono poi evidenziate diverse criticità considerate ancora irrisolte. Tra queste, la mancanza di una programmazione iniziale chiara sui servizi da inserire nelle strutture e sul coordinamento con altri servizi sanitari e sociali già presenti sul territorio.

Particolarmente delicata, secondo Zanella, la questione dei medici di medicina generale. Il consigliere sostiene che non sia ancora stato chiarito quale ruolo dovranno avere all’interno delle Case della Comunità: se continuare a seguire i propri assistiti oppure garantire un servizio sanitario continuativo. Una situazione che si intreccia con la carenza di personale medico già presente sul territorio.

Zanella sottolinea inoltre la diminuzione dei medici disponibili e il basso numero di iscritti ai corsi di formazione per la medicina generale, parlando di 55 aree carenti e di appena 15 studenti iscritti a fronte di 40 posti disponibili nell’ultimo anno.

Altro nodo riguarda la carenza di infermieri. Secondo il consigliere, il rischio è che i pochi professionisti presenti vengano impiegati contemporaneamente sia nelle Case della Comunità sia nell’assistenza a domicilio, con un conseguente aumento del carico di lavoro.

Infine, Zanella contesta le dichiarazioni dell’assessore Tonina sulle possibili ricadute positive delle Case della Comunità nella riduzione delle liste d’attesa e degli accessi ai Pronto Soccorso. “Senza personale sufficiente sarà difficile raggiungere questi obiettivi”, osserva il consigliere, chiedendo meno propaganda e maggiore attenzione alla situazione concreta della sanità territoriale.