Cardiologo lascia il Trentino e torna a Bologna: “Senza una casa diventa impossibile restare”

Read Cardiologo lascia il Trentino e torna a Bologna: “Senza una casa diventa impossibile restare” on Trentino24

Un giovane specialista impegnato negli ambulatori della Valsugana avrebbe voluto trasferire anche la famiglia, ma le difficoltà nel trovare un’abitazione a costi sostenibili lo hanno spinto a rientrare in Emilia-Romagna

Un giovane cardiologo arrivato da Bologna per lavorare in Trentino ha deciso di lasciare il territorio e tornare nella propria città a causa delle difficoltà nel trovare una casa adatta alla famiglia. La vicenda viene riportata da Forza Italia come un esempio delle criticità che stanno colpendo non solo la sanità provinciale, ma più in generale il tema dell’abitare.

Il medico operava con continuità nei poliambulatori di Borgo Valsugana e Pergine Valsugana e, secondo quanto riferito, avrebbe voluto trasferirsi stabilmente in Trentino insieme ai familiari. La ricerca di un’abitazione a prezzi sostenibili e in tempi compatibili con le esigenze della famiglia, però, non ha dato risultati concreti, portandolo alla decisione di rientrare a Bologna.

Una situazione che viene definita una perdita per il sistema sanitario locale, già alle prese con la difficoltà nel trovare nuovi professionisti. Il caso, infatti, riporta al centro il problema della carenza di personale sanitario e della difficoltà nel trattenere medici e operatori che scelgono di lavorare sul territorio.

Il tema, viene sottolineato, non riguarda soltanto i medici, ma anche infermieri, tecnici sanitari, insegnanti e altri lavoratori che potrebbero trasferirsi in Trentino e che invece rinunciano davanti al costo elevato delle abitazioni o alla difficoltà di trovare alloggi disponibili.

Tra le possibili soluzioni indicate ci sono appartamenti a canone agevolato per le figure considerate strategiche, accordi con Comuni e privati, sostegni pubblici per facilitare gli affitti e una mappatura degli immobili disponibili.

Secondo Claudio Cia, consigliere provinciale di Forza Italia, il problema del personale sanitario non può essere affrontato soltanto attraverso concorsi e contratti, ma anche rendendo il territorio più accessibile dal punto di vista abitativo. “Essere attrattivi non significa solo offrire un posto di lavoro – sostiene – ma anche una prospettiva di vita”.