Il futuro delle Polizie Locali richiede aggiornamento normativo, fondi e personale

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Il riparto fondi per le Polizie Locali arriverà: lo promette l'assessora Giulia Zanotelli

I nodi principali per il funzionamento delle Polizie Locali in Trentino sono: aggiornare la normativa provinciale (la legge 8/2005, che ha 20 anni), aumentare i fondi per i Corpi territoriali (che da anni i sindaci lamentano essere insufficienti), reperire il personale (che si fatica un po' dovunque a trovare) e adattare i servizi e le modalità operative alla società attuale.

Emerge questo, dall’incontro organizzato giovedì sera in Regione dal gruppo consiliare provinciale La Civica e condotto dalla consigliera Vanessa Masè.

L’assessora provinciale agli Enti Locali, Giulia Zanotelli, ha dichiarato “quest’anno faremo il nuovo riparto dei fondi tanto auspicato; per il futuro le proposte devono arrivare dal basso, dai sindaci e dai territori; per fortuna siamo un territorio dove possiamo sperimentare”.

Michele Cereghini, presidente del Consorzio Autonomie Locali-CAL, e sindaco di Pinzolo, ha sottolineato l’importanza della collaborazione e delle reti tra i Corpi, la Provincia, i vari livelli territoriali. In generale dalle varie relazioni, compresa quella di Gianluca Albertazzi (Direttore Servizio Polizia locale e Sicurezza della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, che ha portato diverse idee innovative) è emersa l’importanza delle fusioni e convenzioni fra comuni nella gestione dei Corpi.

Tra le novità possibili, il Corso-Concorso, la mappatura delle competenze presenti nei Corpi anche per impieghi diversi dall’ordinario, il coordinamento regionale (qui eventualmente provinciale) in caso di calamità, che permetterebbe di dislocare personale competente ove necessario, e poi la discussa la figura ibrida dello Steward o Street-Tutor, misure previste negli ordinamenti in Friuli-Venezia-Giulia ed Emilia-Romagna. Fra le possibili misure da codificare, è stato più volte trattato anche il controllo di vicinato.

La consigliera provinciale Vanessa Masè ha rimarcato l’importanza di adeguare la normativa provinciale alle esigenze del presente, sia sotto il profilo organizzativo, di strumenti e regole, sia sotto quello finanziario, senza il quale le innovazioni e gli adattamenti non possono attuarsi.