Liste d’attesa, il Trentino precipita in fondo alla classifica nazionale

Read Liste d’attesa, il Trentino precipita in fondo alla classifica nazionale on Trentino24

Nonostante il miglioramento registrato nel resto del Paese, la provincia accusa un brusco peggioramento nelle performance

Il quadro delineato dal Ministero è netto: mentre a livello nazionale le performance migliorano, il Trentino arretra e finisce tra i territori con le maggiori criticità sul fronte delle liste d’attesa. I dati relativi al primo quadrimestre del 2026 evidenziano un peggioramento marcato dei tempi di accesso sia alle prime visite specialistiche sia agli esami diagnostici.

Per le prime visite, appena il 56,1% dei pazienti vede rispettata la priorità assegnata — tempi che, per le urgenze, dovrebbero essere contenuti tra i 3 e i 10 giorni. La media italiana si attesta invece al 63%. Non va meglio sul fronte degli esami diagnostici: il Trentino raggiunge poco più del 75%, contro l’85% nazionale.

Il confronto con il 2025 risulta particolarmente sfavorevole: in un solo anno il distacco dalla media nazionale è passato da 7 a 10 punti percentuali. Nel monitoraggio presentato dal livello centrale, solo il Lazio mostra un peggioramento altrettanto significativo. In totale, sono otto le regioni su ventuno a registrare un arretramento, ma il Trentino è tra quelle che perdono più terreno, superando i due punti in negativo.

Il dato più allarmante riguarda le visite urgenti: il rispetto dei tempi crolla dal 56,5% al 36%, una flessione di ben venti punti percentuali, considerata dagli esperti “drammatica”.

Il quadro, tuttavia, non è uniforme. Alcuni reparti mostrano performance più solide: la Cardiologia raggiunge il 75% di visite nei tempi previsti. All’estremo opposto, la Pneumologia scivola al 18%, posizionandosi come il reparto con le maggiori criticità.

In sintesi, il Trentino si trova oggi a fronteggiare un divario crescente rispetto al resto del Paese, in un contesto in cui la tendenza nazionale è al miglioramento. Il sistema sanitario provinciale si trova quindi davanti alla necessità di interventi correttivi rapidi per invertire una traiettoria che desta crescente preoccupazione.