![]() Nel discorso del 2 giugno Franco Ianeselli ricorda il referendum del 1946, il diritto di voto delle donne e il contributo del Trentino alla scelta repubblicana. Appello alla partecipazione democratica, all'uguaglianza e alla difesa dei diritti Nel corso delle celebrazioni per l'ottantesimo anniversario della Repubblica italiana, il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha ricordato il valore storico del referendum del 2 giugno 1946 e l'eredità lasciata dalla Costituzione. Nel suo intervento rivolto ai cittadini e alle autorità, il primo cittadino ha definito la nascita della Repubblica «un miracolo della ragione», richiamando le parole del costituente Piero Calamandrei. Ianeselli ha sottolineato come il passaggio dalla monarchia alla Repubblica avvenne senza violenze e attraverso una consultazione democratica che restituì agli italiani il diritto di scegliere il proprio futuro. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle donne, chiamate per la prima volta alle urne in una consultazione politica nazionale. «Non più figure subordinate, ma protagoniste del cambiamento», ha evidenziato il sindaco, ricordando la forte partecipazione femminile al voto e l'ingresso delle prime 21 donne nell'Assemblea Costituente. Ianeselli ha inoltre ricordato il contributo del Trentino alla svolta istituzionale del Paese. Al referendum del 1946, infatti, la provincia si espresse in maniera netta a favore della Repubblica, con l'85 per cento dei voti contrari alla monarchia. Una scelta maturata, secondo il sindaco, dopo le sofferenze vissute durante la guerra e l'occupazione nazifascista. Nel suo discorso, il sindaco ha poi richiamato il valore del pluralismo che caratterizzò i lavori dell'Assemblea Costituente. Esponenti di culture politiche diverse — liberali, cattolici, socialisti, comunisti e azionisti — riuscirono a collaborare alla stesura della Carta costituzionale, dando vita a quello che Ianeselli ha definito uno dei più alti esempi di democrazia e confronto politico. Ampio spazio è stato dedicato all'articolo 3 della Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza e affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano libertà e pari opportunità. Il sindaco ha invitato a non considerare acquisiti i diritti fondamentali, denunciando le persistenti disuguaglianze nell'accesso alla salute, all'istruzione e alla casa. Nel passaggio finale dell'intervento, Ianeselli ha esteso la riflessione al contesto internazionale, esprimendo preoccupazione per i conflitti in corso e richiamando il dovere delle istituzioni di promuovere la pace e il rispetto del diritto internazionale. A chiudere il discorso è stato il riferimento alle parole di Alcide De Gasperi, che alla vigilia del referendum del 1946 invitò gli italiani a passare dalla condizione di sudditi a quella di cittadini responsabili. Un messaggio che, secondo il sindaco, conserva ancora oggi tutta la sua attualità. «Dobbiamo avere fiducia in noi stessi e nella nostra Costituzione», ha affermato Ianeselli, definendo la Carta fondamentale «un baluardo contro ogni tentazione antidemocratica» e una guida per affrontare le sfide del presente. Il sindaco ha infine invitato la comunità a custodire e difendere i valori della Repubblica e della Costituzione, concludendo il suo intervento con un augurio rivolto ai cittadini: «Viva la Repubblica, viva la Costituzione». |
Trento celebra gli 80 anni della Repubblica: il richiamo del sindaco ai valori della Costituzione
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