![]() Rubata anche una pinza idraulica. Indagini tra Arco e Riva del Garda C'è un confine che, più di altri, colpisce quando viene oltrepassato: quello dei luoghi dedicati al soccorso. È per questo che il furto messo a segno nella caserma dei vigili del fuoco volontari di Arco, in Trentino, non appare come un semplice episodio di cronaca, ma come un colpo inferto a un presidio fondamentale per la sicurezza collettiva. Il bilancio è pesante: attrezzature sottratte per un valore stimato tra i 40 e i 50 mila euro, con conseguenze che toccano direttamente la capacità operativa del Corpo. Secondo quanto reso noto, i ladri sono entrati in azione nella serata di domenica 31 maggio, in una fascia oraria compresa tra le 22 e le 23. L'irruzione è avvenuta all'interno della caserma dei pompieri volontari di Arco, da cui sono state portate via diverse attrezzature considerate essenziali per gli interventi di emergenza. Tra il materiale rubato spicca un elemento particolarmente delicato: una delle due pinze idrauliche in dotazione al Corpo. Si tratta di uno strumento cruciale nelle operazioni di soccorso, soprattutto negli interventi più complessi, come quelli successivi agli incidenti stradali. La sua sottrazione non ha solo un valore economico, ma incide in modo concreto sulla tempestività e sull'efficacia delle operazioni di salvataggio. A rendere pubblica la notizia sono stati gli stessi vigili del fuoco volontari di Arco, attraverso un messaggio diffuso sui social. Le parole scelte restituiscono bene il senso di smarrimento e di amarezza per quanto accaduto: "Un gesto grave che colpisce non solo i vigili del fuoco, ma tutta la comunità". Non è una formula di circostanza. Quando a essere colpita è una struttura che lavora ogni giorno per la tutela delle persone, il danno non resta confinato tra le pareti della caserma. I pompieri hanno sottolineato infatti che il furto "compromette strumenti essenziali per gli interventi di emergenza e il soccorso alle persone", chiarendo così la portata reale dell'episodio. La denuncia è stata presentata immediatamente alle forze dell'ordine. Le indagini sono affidate al Nucleo investigativo della polizia di Stato di Riva del Garda e ai carabinieri di Arco, impegnati in queste ore nella ricostruzione della dinamica del furto e nell'identificazione dei responsabili. Gli investigatori stanno esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona della caserma, in località Bruttagosto. Secondo quanto emerso, le riprese avrebbero immortalato almeno due persone, elementi che fanno pensare a un'azione tutt'altro che improvvisata. L'ipotesi è che il colpo possa essere stato studiato nei dettagli prima di essere eseguito, con i responsabili poi riusciti a fuggire senza lasciare tracce immediate. La reazione del comandante Claudio ZanoniA dare voce allo sdegno del Corpo è stato il comandante dei vigili del fuoco volontari di Arco, Claudio Zanoni, che ha parlato apertamente di un gesto intollerabile. Nel frattempo, ha spiegato, il Corpo si è già attivato per sostituire il materiale sottratto e ripristinare nel più breve tempo possibile la piena efficienza del servizio, anche con il supporto del Comune e della Provincia. Le sue parole sono nette: "Colpire chi opera ogni giorno, volontariamente, per la sicurezza di tutti è un atto inaccettabile". E ancora: "Sono profondamente schifato e indignato per quanto accaduto, non soltanto come comandante ma anche come cittadino". Zanoni richiama così il valore civile del lavoro svolto dai volontari, un servizio che non conosce pause e che rappresenta un punto di riferimento per l'intera area dell'alto Garda. Il suo messaggio va oltre la denuncia del singolo episodio: "Colpire una caserma dei vigili del fuoco significa colpire un servizio essenziale che opera 24 ore su 24 per garantire la sicurezza e il soccorso delle persone. È un gesto che non ha alcuna giustificazione". Un danno che va oltre il conto economicoLa stima economica, vicina ai 50 mila euro, descrive solo una parte della vicenda. L'altra, forse la più rilevante, riguarda il significato pubblico di quanto accaduto. Rubare in una caserma dei vigili del fuoco significa sottrarre strumenti destinati a salvare vite, intervenire negli incidenti, affrontare emergenze che spesso si consumano in pochi minuti decisivi. Per questo il furto di Arco assume un peso simbolico e concreto insieme: colpisce un presidio di volontariato, indebolisce temporaneamente una struttura operativa e ferisce un'intera comunità che su quel servizio fa affidamento ogni giorno. Resta ora il lavoro degli investigatori, chiamati a dare un volto ai responsabili, mentre i pompieri sono già impegnati a rimettere in moto, senza interruzioni, una macchina del soccorso che il territorio non può permettersi di perdere. |
Furto nella caserma dei vigili del fuoco di Arco, spariscono attrezzature per quasi 50 mila euro
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