A Laives apre la Casa di comunità: sanità e servizi sociali sotto lo stesso tetto

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Nuova sede in via Sottomonte, 21 milioni investiti e ambulatorio per le piccole urgenze

C’è un’idea di sanità che prova a farsi più vicina, meno dispersa, più semplice da raggiungere. A Laives questa idea prende ora una forma concreta: la nuova Casa di comunità entra ufficialmente in funzione e si presenta come un presidio pensato per riunire in un solo luogo servizi sanitari e sociali, con l’ambizione di alleggerire i percorsi dei cittadini e rafforzare l’assistenza sul territorio.

Dopo l’esperienza già avviata a Bolzano nelle scorse settimane, anche il centro alle porte del capoluogo altoatesino compie così un passo importante nella riorganizzazione della medicina territoriale.

La struttura aprirà le porte oggi, mercoledì 3 giugno, al termine delle operazioni di trasferimento concluse nei giorni scorsi nella nuova sede affacciata su via Sottomonte. Qui sono stati spostati tutti i servizi sanitari e sociali che in precedenza erano ospitati nel Distretto di piazzetta Falcone e Borsellino.

Per l’utenza, il cambiamento si traduce in spazi rinnovati e ampliati, con un’offerta più ordinata e concentrata. L’obiettivo è chiaro: evitare frammentazioni, accorciare le distanze tra i servizi e offrire un punto di riferimento stabile per i bisogni quotidiani di salute e assistenza.

L’opera è costata complessivamente 21 milioni di euro e nasce con una filosofia precisa: integrare prestazioni diverse in un unico polo. Non è solo una questione edilizia o logistica, ma un tassello di una strategia più ampia che punta a rendere la sanità territoriale più solida, accessibile e coordinata.

Lo ha sottolineato anche l’assessore provinciale alla Sanità, Hubert Messner, spiegando che l’obiettivo strategico è estendere la cooperazione tra i vari servizi presenti sul territorio e rendere più facile, immediato e ottimale l’accesso alle prestazioni per i cittadini.

In altre parole, meno porte da bussare e più risposte nello stesso luogo: una formula che, se funzionerà come promesso, potrà incidere davvero sulla qualità della vita delle persone, soprattutto di quelle più fragili.

La nuova cittadella della salute concentrerà un’offerta molto ampia. Al suo interno troveranno sede:

- il servizio infermieristico e domiciliare;
- il consultorio materno-infantile e ostetrico;
- diversi ambulatori specialistici;
- il servizio per gli elettrocardiogrammi;
- il centro prelievi;
- il servizio di continuità assistenziale;
- i corsi di preparazione alla nascita.

Accanto ai servizi sanitari, sarà presente anche il versante sociale del distretto, con attività che vanno dall’assistenza a domicilio agli sportelli amministrativi. Un ruolo importante sarà riservato inoltre alla prevenzione, con prestazioni come i Pap-test.

Il valore aggiunto della struttura sta proprio qui: non limitarsi a curare quando il problema si presenta, ma accompagnare la persona anche prima e dopo, lungo un percorso che mette insieme prevenzione, assistenza e supporto sociale.

Tra le funzioni centrali della Casa di comunità di Laives ci sarà la presa in carico delle persone affette da malattie croniche, un tema sempre più decisivo per la tenuta del sistema sanitario.

La struttura si allinea alle altre dodici Case della comunità previste sul territorio provinciale e punta a sviluppare un modello di assistenza in cui le visite specialistiche inserite nei percorsi diagnostico-terapeutici possano essere offerte direttamente sul posto, con un approccio fortemente interdisciplinare.

È un passaggio che merita attenzione, perché dice molto della direzione intrapresa: non più servizi isolati, ma professionisti chiamati a dialogare tra loro intorno alla persona. Una promessa ambiziosa, certo, ma anche una necessità in una fase storica in cui cronicità e invecchiamento della popolazione impongono risposte più continue e meno frammentate.

La novità più rilevante per il bacino d’utenza locale è però l’avvio dell’ambulatorio per le piccole urgenze. Si tratta di uno sportello a cui i cittadini potranno accedere direttamente per richieste urgenti che non comportano un pericolo di vita, ma che richiedono comunque un intervento medico rapido.

L’obiettivo è duplice: offrire una risposta tempestiva ai pazienti e, allo stesso tempo, alleggerire i pronto soccorso ospedalieri, spesso sotto pressione anche per casi non gravi.

Tra le prestazioni che potranno essere gestite rientrano:

- sintomi influenzali;
- dolori alla schiena e articolari;
- piccoli infortuni;
- lievi ustioni;
- punture d’insetto.

È una soluzione pratica, quasi ovvia verrebbe da dire, ma proprio per questo potenzialmente molto utile: dare una risposta appropriata al bisogno giusto, nel luogo giusto, senza intasare strutture pensate per le emergenze maggiori.

Per ottimizzare l’accesso e ridurre i tempi di attesa, prima della visita in ambulatorio viene consigliato di contattare telefonicamente il servizio al numero 0471 595415 oppure di scrivere all’indirizzo email [email protected].

Un’indicazione semplice, ma importante, perché segnala la volontà di organizzare i flussi in modo più efficiente ed evitare code inutili.

La guida della nuova struttura è stata affidata alla direttrice facente funzioni Alessandra Capici, affiancata dalla coordinatrice tecnico-assistenziale Michela Baraldi.

Per il taglio del nastro ufficiale bisognerà invece attendere il 17 giugno, data fissata per l’evento formale di inaugurazione che permetterà alla cittadinanza di conoscere da vicino i nuovi spazi.

L’apertura della Casa di comunità di Laives rappresenta un passaggio concreto in un dibattito spesso affollato di annunci e parole d’ordine. Qui, al contrario, si misurerà tutto sui risultati: tempi di accesso, qualità dei servizi, capacità di fare rete tra sanitario e sociale. Perché una struttura nuova, da sola, non basta. Ma se saprà diventare davvero un punto di riferimento quotidiano per i cittadini, allora quei 21 milioni di euro potranno trasformarsi in qualcosa di più di un investimento: in un presidio di prossimità capace di dare alla sanità un volto più vicino alle persone.