![]() Tra carenza di manodopera e incognite climatiche, il comparto affronta un'estate cruciale
L'estate segna l'avvio della fase più intensa per l'agricoltura trentina, chiamata ad affrontare contemporaneamente la sfida della raccolta, la difficoltà nel reperire manodopera e gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. Secondo le stime del settore, saranno necessari tra i 22 mila e i 25 mila lavoratori stagionali per garantire tutte le attività agricole nei prossimi mesi. I dati del rapporto Excelsior di Unioncamere evidenziano che tra maggio e luglio entreranno nel mercato del lavoro provinciale oltre 32 mila lavoratori. Tuttavia, la maggior parte sarà assorbita dal comparto dei servizi, lasciando l'agricoltura alle prese con una cronica difficoltà nel reperimento del personale, nonostante l'aumento delle quote previste dal Governo per il lavoro stagionale. Il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, Gianluca Barbacovi, ha sottolineato che il fabbisogno di manodopera del comparto resta particolarmente elevato, stimato tra 22 mila e 25 mila persone. Ha spiegato che la stagione delle raccolte è già iniziata con fragole e piccoli frutti e che presto entreranno nel vivo anche le campagne dedicate alle ciliegie, alle mele e all'uva. Secondo Barbacovi, oltre alla difficoltà nel reperire lavoratori, pesa la scarsa continuità nei rapporti di lavoro, poiché gran parte della forza lavoro cambia da un anno all'altro. Per il presidente di Coldiretti risulta quindi indispensabile semplificare le procedure previste dal Decreto Flussi e creare canali di reclutamento più rapidi ed efficaci per favorire l'ingresso dei lavoratori necessari alle aziende agricole. Barbacovi ha inoltre evidenziato come la gestione della manodopera rappresenti soltanto una delle sfide del settore, chiamato a confrontarsi anche con gli effetti del cambiamento climatico. In questo contesto, ha ribadito l'importanza degli investimenti nella gestione del rischio e negli strumenti di difesa attiva, sottolineando il ruolo strategico della ricerca scientifica e della Fondazione Edmund Mach nello sviluppo di un'agricoltura sempre più sostenibile. Anche il presidente di Confagricoltura Trentino, Diego Coller, ha evidenziato l'importanza delle soluzioni adottate per fronteggiare la carenza di personale. In particolare, ha definito fondamentale la possibilità di condividere la manodopera tra le diverse aziende agricole, una misura che consente maggiore flessibilità durante i periodi di massimo lavoro. Coller ha inoltre sottolineato la necessità di continuare a cercare lavoratori sul territorio, ricordando come l'esperienza degli studenti universitari abbia dato risultati incoraggianti nelle passate stagioni. A suo giudizio, l'attuale quadro normativo rende però difficile utilizzare forme di collaborazione occasionale che potrebbero risultare utili soprattutto nei fine settimana per accelerare le operazioni di raccolta. Nonostante le difficoltà legate all'aumento dei costi e al contesto internazionale, il presidente di Confagricoltura si è detto moderatamente fiducioso sull'andamento della stagione, evidenziando come la disponibilità di prodotto appaia al momento soddisfacente. Sul fronte climatico, Coller ha osservato che gli sbalzi di temperatura complicano la programmazione delle attività agricole, anche se gli operatori del settore si stanno progressivamente adattando a queste condizioni. Ha aggiunto che, dopo un periodo caratterizzato da scarsità di precipitazioni, qualche pioggia potrebbe risultare benefica per le colture. La presidente della Cia Agricoltori del Trentino, Mara Baldo, ha confermato che l'annata agricola appare leggermente in anticipo rispetto alla media. Le ciliegie risultano pronte alla raccolta con diversi giorni di anticipo e anche la vite ha completato la fioritura prima del previsto, mentre per le mele sarebbero auspicabili temperature più fresche nelle prossime settimane. Pur evidenziando una buona disponibilità di frutta, Baldo ha sottolineato come l'instabilità climatica continui a generare incertezza tra gli operatori del settore. Anche la presidente della Cia ha confermato le difficoltà nel reperimento della manodopera, spiegando che gran parte dei lavoratori proviene da fuori provincia o dall'estero. Negli ultimi anni, tuttavia, si è registrato un graduale ritorno degli studenti ai lavori stagionali, un segnale che il settore guarda con interesse. Tra raccolti in anticipo, necessità di migliaia di lavoratori e condizioni climatiche sempre più imprevedibili, l'agricoltura trentina si prepara dunque ad affrontare un'estate decisiva, nella quale produttività, organizzazione e capacità di adattamento saranno elementi determinanti per il successo della stagione.
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Agricoltura trentina, servono fino a 25 mila stagionali per salvare la stagione dei raccolti
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