![]() Incontri a Caldonazzo, Levico e Borgo Valsugana con circa 300 partecipanti. Illustrate le principali tecniche usate dai truffatori e le contromisure per difendersi Prosegue in Valsugana l’attività di prevenzione contro le truffe ai danni delle persone anziane promossa dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Trento. Nel mese di maggio si sono svolti tre incontri informativi a Caldonazzo, Levico Terme e Borgo Valsugana, in collaborazione con enti locali, associazioni e realtà del territorio, che hanno coinvolto complessivamente circa trecento cittadini. Gli appuntamenti, ospitati nei circoli pensionati, hanno visto la partecipazione dei comandanti delle Stazioni Carabinieri di Baselga di Piné, Levico Terme e Borgo Valsugana, impegnati nell’illustrare le principali tipologie di raggiro oggi più diffuse. Tra queste, i militari hanno richiamato l’attenzione sul cosiddetto “falso incidente” o “falso arresto”, in cui sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine o avvocati contattano telefonicamente la vittima chiedendo denaro o gioielli per liberare un familiare coinvolto in un presunto sinistro. Particolare allarme suscita anche la tecnica dello “spoofing”, che consente ai truffatori di mascherare il numero telefonico facendolo apparire come quello di una caserma o di un ufficio pubblico, aumentando così la credibilità della chiamata e inducendo la vittima a trasferire denaro su conti indicati dagli stessi malintenzionati. Ampio spazio è stato dedicato anche alle frodi online, dai falsi investimenti finanziari e in criptovalute alle piattaforme di trading fraudolente, fino ai raggiri legati ai social network, come i messaggi che invitano a cliccare su link per votazioni o concorsi, con il rischio di furto di identità digitale. Tra le truffe più ricorrenti anche quelle legate a finti messaggi di parenti in difficoltà, richieste di bonifici urgenti, finti controlli domestici di gas e acqua, e raggiri messi in atto in luoghi pubblici o supermercati con tecniche di distrazione per sottrarre portafogli e oggetti di valore. I Carabinieri hanno inoltre illustrato casi meno noti ma insidiosi, come l’uso improprio di POS portatili per addebiti superiori a quelli dichiarati, le truffe legate a spedizioni e contrassegni online, e il cosiddetto “abbraccio”, con cui i malintenzionati si avvicinano alle vittime per derubarle con destrezza. Nel corso degli incontri è stato ribadito l’invito a contattare sempre il Numero Unico di Emergenza 112 in caso di dubbi o richieste sospette, senza esitazioni o timori. Fondamentale, secondo i militari, è diffidare di richieste urgenti di denaro, non fornire dati personali a sconosciuti e verificare sempre direttamente, anche con una semplice telefonata, l’identità di chi contatta la vittima. I Carabinieri sottolineano inoltre che nessun appartenente alle forze dell’ordine o operatore bancario chiederà mai denaro, gioielli o trasferimenti di risparmi per motivi di sicurezza. In caso di truffa consumata, viene infine raccomandato di denunciare immediatamente l’accaduto alle autorità, così da aumentare le possibilità di recupero delle somme sottratte. |
Truffe agli anziani, in Valsugana parte la campagna dei Carabinieri: “Attenzione a falsi militari e finti investimenti”
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