RSA Villa Alpina, il caso degli orari di visita riaccende il dibattito in Trentino

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La consigliera Parolari interroga la Giunta: “Limitazioni oltre le 17.30 che rischiano di comprimere il diritto alla relazione tra ospiti e familiari”

A due anni dalle prime segnalazioni, torna sotto i riflettori la gestione degli accessi nelle Residenze Sanitarie Assistenziali del Trentino. A riaprire la questione è un’interrogazione a risposta scritta presentata dalla consigliera provinciale del Partito Democratico del Trentino, Francesca Parolari, che punta l’attenzione sulla RSA Villa Alpina di Montagnaga di Piné, struttura gestita da SPES scarl.

Al centro della contestazione, un regolamento interno giudicato eccessivamente restrittivo: nella struttura, infatti, l’ingresso ai visitatori e ai familiari caregiver risulterebbe consentito solo fino alle 17.30, una soglia oraria che, secondo l’interrogazione, si discosta significativamente da quanto avviene in altre RSA del territorio, dove l’accesso è più flessibile o meno rigidamente vincolato.

Parolari definisce la misura una limitazione che incide direttamente sui diritti degli ospiti e delle loro famiglie, con particolare riferimento a chi lavora con orari incompatibili con una finestra di visita così ristretta. “Che possibilità restano a chi termina il lavoro oltre quell’orario, come accade in molti settori?” è il senso della sua posizione, che contesta l’idea che il contatto con i propri cari possa essere subordinato a concessioni discrezionali o a deroghe occasionali.

Il tema si inserisce nel più ampio ruolo riconosciuto alla famiglia e ai caregiver nei percorsi assistenziali degli anziani, considerati elementi fondamentali per il benessere psicologico ed emotivo degli ospiti. Proprio su questo punto, la consigliera richiama anche le “Direttive per l’assistenza nelle RSA” valide per il 2026, approvate dalla Giunta provinciale alla fine del 2025, che al punto 18 prevedono esplicitamente un principio di accesso libero per i visitatori, salvo temporanee limitazioni legate a pasti o riposo, e comunque nel rispetto della flessibilità organizzativa.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, un divieto generalizzato di accesso oltre le 17.30 risulterebbe dunque in potenziale contrasto con le indicazioni provinciali, che avrebbero valore vincolante per le strutture accreditate.

Parolari chiede ora chiarimenti all’assessore competente, Tonina, sia sulla conoscenza della situazione specifica di Villa Alpina, sia sull’eventuale esistenza di casi analoghi in altre RSA del Trentino. Nel documento si sollecita inoltre un intervento dell’assessorato per verificare la conformità dei regolamenti interni e, se necessario, ripristinare condizioni di maggiore apertura agli accessi.

L’interrogazione richiama infine anche impegni già assunti in passato: nell’agosto 2024 era stata annunciata l’attivazione di un tavolo di confronto con l’APSS e i gestori delle strutture per arrivare a una disciplina uniforme degli accessi nelle RSA provinciali. A distanza di tempo, Parolari chiede se quell’impegno sia stato concretamente portato avanti o se sia rimasto fermo a una dichiarazione d’intenti.