Scarabeo giapponese, nuova allerta in Trentino: sorvegliate le aree agricole per il parassita che minaccia oltre 300 specie vegetali

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Rafforzati i controlli in Vallagarina tra trappole, monitoraggi e misure di contenimento

Torna alta l’attenzione in Trentino per la possibile diffusione della Popillia japonica, meglio nota come scarabeo giapponese, insetto considerato tra i più dannosi per l’agricoltura europea. Il parassita, in grado di colpire più di 300 specie vegetali, rappresenta una minaccia concreta per vigneti, alberi da frutto e coltivazioni di mais.

Le prime segnalazioni in area trentina risalgono al 2023, quando un esemplare era stato rilevato in una trappola alla stazione di servizio Nogaredo Est. Nel 2024 erano stati individuati altri sette individui tra Nogaredo e Paganella Est, senza però evidenze di infestazioni o danni alle colture. Più recentemente, l’attenzione si è concentrata sulla Vallagarina, in particolare nei comuni di Ala e Avio, area ritenuta sensibile per la vicinanza con il confine veneto e con l’Alto Veronese, dove nel 2025 erano già stati registrati casi di diffusione.

Per contrastare il rischio di espansione è stato attivato un piano di intervento specifico, sostenuto anche da un finanziamento di circa 12mila euro messo a disposizione per le attività di contenimento e pulizia ambientale. Le misure rientrano nel “Piano d’azione per il contrasto alla Popillia japonica”, già adottato in diverse regioni del Nord Italia e adattato anche al contesto trentino.

A spiegare le azioni sul territorio è il sindaco di Avio, che conferma come l’area sia attualmente “sotto osservazione” da parte degli enti competenti. Tra gli interventi messi in campo figura l’installazione di un container nella frazione di Borghetto, destinato alla raccolta di materiale vegetale potenzialmente contaminato, il cui smaltimento sarà gestito da Dolomiti Ambiente.

Fondamentale, secondo le autorità locali, anche la collaborazione dei cittadini: oltre alla corretta gestione dei residui verdi, viene richiesto di segnalare eventuali avvistamenti dell’insetto, contribuendo così al monitoraggio del territorio.

Il piano prevede inoltre il posizionamento di trappole per il controllo delle popolazioni, ispezioni periodiche della vegetazione e analisi del suolo tramite carotaggi, per individuare la possibile presenza di larve. Le attività sono coordinate dal servizio fitosanitario provinciale con il supporto di enti di ricerca specializzati.

Originario dell’Asia, lo scarabeo giapponese è considerato una specie invasiva particolarmente aggressiva: le larve si nutrono delle radici nel sottosuolo, mentre gli adulti danneggiano foglie e fiori. Il ciclo biologico favorisce una rapida espansione, con nuovi esemplari attivi soprattutto tra maggio e settembre.

La presenza dell’insetto in Italia è stata registrata per la prima volta nel 2014 in Lombardia e, nel giro di pochi anni, si è estesa ad altre regioni del Nord, confermando la necessità di un monitoraggio costante per limitarne la diffusione.