![]() Accolta la richiesta di deroga dal Ministero La riforma nazionale degli istituti tecnici non partirà subito in Trentino. La provincia ha infatti ottenuto dal Ministero dell'Istruzione una proroga di dodici mesi, che permetterà di far slittare l'introduzione delle novità all'anno scolastico 2027/2028, a differenza del resto d'Italia dove il via è previsto per il 2026/2027. Ad annunciare la decisione è l'assessora all'istruzione Francesca Gerosa, che ha sottolineato l'importanza di questo rinvio: «Avremo un anno di tempo in più per armonizzare la riforma al nostro sistema, salvaguardando la nostra specificità. Un anno in più è utile perché già da mesi è operativo un gruppo di lavoro che ha l'obiettivo di calibrare le novità nazionali sulle caratteristiche del nostro territorio, incluse le valli e le periferie». Tra le preoccupazioni principali della giunta provinciale vi è la necessità di tutelare gli studenti più giovani, evitando che ragazzi di soli 13 anni debbano prendere decisioni precoci sul proprio percorso di studi, rischiando di doversi spostare lontano da casa. Sindacati sul piede di guerra: scatta lo sciopero degli scrutini Nonostante la boccata d'ossigeno concessa dal rinvio, il clima nel mondo della scuola resta teso. La Cgil del Trentino ha espresso un forte scetticismo sulla riforma e ha proclamato uno sciopero breve dal 13 al 21 giugno, in concomitanza con i primi scrutini di fine anno. I sindacati rassicurano che la protesta non colpirà gli esami di maturità, ma riguarderà tutte le altre classi. La Flc Cgil contesta duramente l'impianto della riforma, considerata penalizzante per studenti e docenti poiché rischierebbe di: - Piegare l'istruzione a logiche aziendali prettamente localistiche. - Ridurre la qualità delle competenze sia teoriche che tecniche. - Tagliare gli organici degli insegnanti e del personale ATA. - Svalutare il valore legale dei titoli di studio di periti, geometri e ragionieri. L'adesione alla protesta ha già trovato terreno fertile all'Itet Fontana di Rovereto. Raffaele Meo (Cgil) ha spiegato che lo sciopero, pur durando solo un'ora (la prima dello scrutinio), costringerà a ricalendarizzare i consigli di classe, poiché il docente assente non può essere legalmente sostituito. Un rinvio che non cambia la sostanza Per il sindacato, l'anno di stop concesso a Roma non risolve i problemi strutturali del provvedimento. Il disegno complessivo che verrà applicato in Trentino ricalcherà comunque quello nazionale, senza modifiche sostanziali. Nel frattempo, in occasione della fine delle lezioni, l'assessora Gerosa ha voluto inviare un messaggio di augurio agli studenti, invitandoli a staccare la spina: «Dedicate le vacanze alle relazioni, al tempo libero, alla famiglia e al divertimento». |
Istituti tecnici: slitta di un anno la riforma in Trentino
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