EstateLab, il caso delle tariffe per i minori con disabilità approda in Consiglio provinciale

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Calzà (Pd): «Costi troppo elevati per molte famiglie. La Provincia corregga il modello e rafforzi la rete territoriale»

Le tariffe previste per la partecipazione dei minori con disabilità ai servizi estivi EstateLab finiscono al centro del dibattito politico provinciale. A sollevare il tema è stata la consigliera del Partito Democratico del Trentino, Michela Calzà, attraverso una question time discussa in Aula e rivolta all’assessore provinciale competente, dalla cui risposta, secondo l’esponente dem, emergerebbero criticità sia sul piano economico sia su quello dell’accessibilità territoriale.

I dati forniti durante la seduta indicano che, a fronte di 1.740 iscrizioni complessive ai servizi EstateLab, 111 riguardano minori con disabilità o bisogni speciali certificati. Una percentuale pari a circa il 6,4% del totale.

«Si tratta di una presenza significativa e costante in tutte le settimane di attività – osserva Calzà –. Un dato che conferma la necessità di rendere il servizio non soltanto formalmente accessibile, ma concretamente sostenibile sotto il profilo economico e organizzativo».

Nel mirino della consigliera c’è in particolare il nuovo sistema tariffario. Pur riconoscendo l’importanza delle misure previste per garantire l’inclusione dei minori con disabilità, Calzà evidenzia come il costo degli operatori dedicati possa tradursi in un peso rilevante per le famiglie che non rientrano nelle soglie previste dall’ICEF o che non possono beneficiare dei Buoni di servizio.

«È positivo che siano previsti percorsi personalizzati e operatori dedicati, fino al rapporto uno a uno nei casi più complessi – sottolinea –. Tuttavia, proprio perché si tratta di un supporto indispensabile per consentire la partecipazione dei ragazzi alle attività, non è accettabile che il relativo costo venga trasferito integralmente sulle famiglie». Secondo quanto evidenziato, le tariffe orarie possono infatti raggiungere i 17,20 o i 28,88 euro, importi che rischiano di risultare onerosi anche per nuclei familiari con redditi medi.

Accanto alla questione economica emerge poi quella dell’offerta territoriale. La consigliera segnala infatti una presenza limitata delle attività EstateLab in alcune aree periferiche della provincia, compresi territori estesi come il Basso Trentino.

Una situazione che, secondo Calzà, potrebbe indurre molte famiglie a orientarsi verso le iniziative già promosse da associazioni, enti e realtà educative radicate sul territorio. «Tra costi elevati e distanza dai servizi – afferma – si rischia di vanificare gli obiettivi del nuovo modello sperimentale, favorendo invece il ricorso a proposte che da anni operano in continuità e garantiscono una maggiore vicinanza alle esigenze delle famiglie».

Da qui la richiesta alla Giunta provinciale di rivedere il progetto, assumendo direttamente i costi aggiuntivi legati alla partecipazione dei minori con disabilità, valorizzando le realtà già presenti sul territorio e coinvolgendo maggiormente, nella programmazione futura, Comuni, Comunità di valle, enti gestori, associazioni, famiglie e operatori educativi.

«Solo attraverso un confronto ampio e una pianificazione condivisa – conclude Calzà – sarà possibile costruire un sistema capace di rispondere in modo efficace ai bisogni reali dei bambini, dei ragazzi e delle loro famiglie».