Incendio mortale in condominio, condannata l'inquilina

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Otto mesi per incendio colposo: il rogo causato da una termocoperta. Caduta l'accusa di omicidio colposo per la morte del pensionato Silvano Franceschini

Un incendio scoppiato all'interno di un appartamento, una vittima, nove famiglie costrette a lasciare le proprie case e momenti di grande paura per tutti i residenti. A distanza di oltre quattro anni dai fatti, il tribunale ha condannato un'inquilina a otto mesi di reclusione per incendio colposo in relazione al rogo che il 14 gennaio 2022 devastò una palazzina di via per Cognola, a San Donà.

La giudice Claudia Marri ha accolto l'impianto accusatorio della Procura limitatamente al reato di incendio colposo, escludendo invece l'ipotesi di omicidio colposo per la morte di Silvano Franceschini, il pensionato di 75 anni deceduto dopo aver inalato una quantità fatale di fumo.

La donna dovrà inoltre risarcire le parti civili costituite nel procedimento: la residente che all'epoca era al nono mese di gravidanza e rimase lievemente intossicata, la figlia minore e il compagno, per un totale di 7 mila euro.

Secondo quanto emerso durante il processo, l'origine dell'incendio sarebbe riconducibile al cortocircuito di una termocoperta che l'imputata stava testando all'interno della propria abitazione al piano terra. Nel tentativo di spegnere le fiamme, la donna avrebbe utilizzato una coperta sintetica che contribuì invece ad alimentare il rogo. Inoltre avrebbe lasciato aperta la porta dell'appartamento durante l'evacuazione dello stabile, favorendo la propagazione del fumo nel vano scale.

Proprio questi comportamenti hanno portato alla condanna per incendio colposo. Diversa, invece, la valutazione sulla morte di Franceschini. Nel corso delle indagini preliminari è infatti venuta meno l'accusa di omicidio colposo poiché gli inquirenti hanno ritenuto interrotto il nesso causale tra la condotta dell'imputata e il decesso dell'uomo.

Le ricostruzioni effettuate dai Vigili del fuoco e dalla Polizia locale hanno accertato che Franceschini venne trovato accasciato sul pianerottolo davanti al proprio appartamento. La porta dell'abitazione risultava chiusa e le chiavi erano ancora inserite nella serratura dall'interno. Secondo gli investigatori, il pensionato aveva inizialmente aperto la porta per mettersi in salvo insieme al proprio cane, ma successivamente avrebbe tentato di rientrare nell'alloggio per recuperare l'animale. In quel frangente avrebbe inalato una quantità di fumo risultata fatale. Il cane, rimasto all'interno dell'appartamento, riuscì invece a sopravvivere.

L'incendio scoppiò intorno alle 19.39. In pochi minuti il fumo invase la palazzina, costringendo gli abitanti a cercare vie di fuga alternative. Alcuni raggiunsero il cortile, altri si rifugiarono sui balconi, mentre alcuni trovarono riparo sul tetto dell'edificio passando attraverso una finestra.

Franceschini venne soccorsso e trasportato all'esterno, dove il personale sanitario tentò a lungo di rianimarlo. Nonostante gli sforzi, però, per lui non ci fu nulla da fare. La compagna, che stava rientrando dal lavoro, assistette con angoscia alle operazioni di soccorso e comprese che l'uomo sottoposto alle manovre di rianimazione era proprio il suo compagno quando vide l'intervento dei sanitari nel cortile della palazzina.