Case della Comunità in Trentino, confronto aperto sul futuro della sanità territoriale

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La Consulta trentina per la Salute segnala carenze di personale e scarsa integrazione dei servizio

Le Case della Comunità in Trentino rappresentano uno dei pilastri della riforma dell’assistenza territoriale, ma sulla loro effettiva capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini resta acceso il dibattito. A rilanciare il confronto è la presidente della Consulta trentina per la Salute, Elisa Viliotti, che invita a guardare oltre le inaugurazioni delle dieci strutture realizzate in provincia grazie a 66 milioni di euro provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Secondo Viliotti, le nuove sedi dovrebbero diventare il principale presidio pubblico in grado di contrastare la crescente espansione della sanità privata. Tuttavia, la loro piena operatività sarebbe ancora lontana. Alla base delle criticità evidenziate vi sarebbero la carenza di medici e infermieri e l’assenza di una progettazione complessiva della rete territoriale.

«Le Case della Comunità continuano ad avere un’impostazione prevalentemente sanitaria e, per molti aspetti, ancora incompleta», osserva la presidente della Consulta, sottolineando come il percorso di riorganizzazione previsto negli ultimi anni non abbia prodotto i risultati attesi. A suo giudizio manca infatti una visione organica del sistema, che avrebbe dovuto essere sviluppata attraverso un processo condiviso avviato già dal 2022.

Di diverso avviso l’assessore provinciale alla Salute, Mario Tonina, che difende il lavoro svolto finora dall’amministrazione. Tonina evidenzia come siano già state sottoscritte convenzioni sia con i medici di medicina generale sia con i servizi sociali del territorio, strumenti che consentiranno di garantire il personale necessario e di ampliare progressivamente l’offerta dei servizi. Alcuni accordi sono già operativi, mentre altri entreranno in funzione nei prossimi mesi.

Tra i temi al centro del confronto vi è anche il coinvolgimento del terzo settore, ritenuto dalla Consulta un elemento essenziale per costruire una rete di assistenza realmente integrata. Su questo punto l’assessore annuncia l’arrivo di un nuovo disegno di legge che sarà presentato alla giunta nelle prossime settimane e che avrà l’obiettivo di rafforzare l’integrazione tra ambito sanitario e sociale.

Per Viliotti, tuttavia, il successo della riforma dipenderà soprattutto dalla capacità di superare le attuali frammentazioni organizzative. Un ruolo decisivo sarà affidato ai professionisti della salute e, in particolare, ai medici di medicina generale, chiamati a partecipare attivamente al progetto e a scegliere le Case della Comunità come luogo privilegiato per l’assistenza di prossimità.

La sfida, conclude la presidente della Consulta, è costruire una vera alleanza tra tutti gli attori coinvolti, affinché le nuove strutture possano trasformarsi da semplice contenitore di servizi a punto di riferimento stabile per la salute delle comunità locali.