![]() Le richieste: trasparenza sulle filiere, esclusione di finanziamenti complici, stop ai prodotti legati all'occupazione Il gruppo BDS Trentino (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese) scrive ai candidati alla presidenza della Federazione delle Cooperative. Oggi l’assemblea voterà il nuovo presidente. Il presupposto della missiva di BDS Trentino è che nel 2025 il Consiglio di amministrazione della Federazione ha approvato il documento "Cooperazione Trentina a sostegno del popolo palestinese", considerata da BDS “una presa di posizione significativa, coerente con i 135 anni di storia della cooperazione trentina, con i suoi valori, il suo ruolo nelle comunità: oltre 430 imprese cooperative, 300 mila soci, 23 mila occupati, 4 miliardi di euro valore della produzione”. Ecco le richieste ai due candidati, riassunte da una portavoce, Paola Comin: “Ai due candidati chiediamo quali delle azioni concrete previste nel documento a sostegno del popolo palestinese approvato nell'agosto 2025 all'unanimità dalla Federazione siano state effettivamente realizzate e se siano disponibili ad assumere una posizione chiara, sulla presenza di prodotti e fornitori israeliani coinvolti nell'occupazione militare, nell'apartheid e nel colonialismo, nelle cooperative di consumo trentine, e se sono disponibili ad avviare una verifica pubblica e trasparente sulle relative filiere. Chiediamo anche per quale motivo non abbiano informato adeguatamente le famiglie cooperative della petizione promossa da 1000 tra soci e consumatori su questi temi un anno fa e sulla quale, di recente nel mese di maggio, diversi soci hanno espresso parere contrario all'approvazione di bilancio durante le assemblee delle famiglie cooperative sui territori. Infine chiediamo se siano disposti a prendere un impegno formale, nell'ambito delle Casse rurali, affinché siano escluse operazioni finanziarie che possano sostenere anche indirettamente, soggetti coinvolti nelle violazioni dei diritti umani, denunciate dagli organismi internazionali a Gaza e in tutta la Palestina occupata”. BDS sottolinea che sapendo del genocidio in corso a Gaza, della violenta occupazione e distruzione del tessuto sociale ed economico della Cisgiordania e delle ripetute violazioni dei diritti umani palestinesi da parte di Israele “appare difficile comprendere iniziative come la recente promozione, ampiamente supportata anche attraverso le pagine del mensile “Cooperazione tra Consumatori”, di SodaStream, azienda da tempo al centro di contestazioni e campagne internazionali per il proprio coinvolgimento nel contesto dell'occupazione israeliana. In molti paesi del Trentino il punto vendita Coop è l'unica realtà distributiva disponibile: quando si offre un solo prodotto senza alternative e senza informazioni ai consumatori, non si sta ampliando la libertà di scelta, la si sta restringendo. SodaStream è oggetto di boicottaggio non perché israeliana in quanto tale, ma perché mantiene stretti legami con politiche e pratiche che violano i diritti dei palestinesi”. Il movimento BDS infatti “prende di mira la complicità delle aziende, non l’identità – spiega la lettera, che prosegue - Per quanto riguarda le aziende israeliane, non essere complici significa: 1. Non essere coinvolti nell’occupazione militare israeliana, nell’apartheid o nel colonialismo dei coloni; 2. Riconoscere pubblicamente i diritti dei palestinesi secondo il diritto internazionale, principalmente il diritto dei rifugiati a ritornare in conformità alla risoluzione 194 dell’ONU. Il gruppo BDS Trentino è costituito da diverse associazioni e cittadine e cittadini, ed ha realizzato nei mesi scorsi diversi momenti di riflessione, critica e protesta pubblica sul territorio.” |
BDS Trentino interroga i candidati della Federazione Cooperative: trasparenza su SodaStream, filiere e impegni per il popolo palestinese
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