![]() Ferrari e Curti sollecitano il Governo a utilizzare la flessibilità concessa dall’Unione Europea per finanziare le CER rimaste escluse dopo il taglio delle risorse Pnrr. “In Trentino pesano anche i ritardi della piattaforma GSE”
Utilizzare i nuovi margini di flessibilità concessi dall’Unione Europea per garantire il finanziamento di tutte le Comunità Energetiche Rinnovabili rimaste escluse dai contributi previsti dal Pnrr. È la richiesta avanzata dai deputati del Partito Democratico Sara Ferrari e Augusto Curti dopo la risposta fornita dal Governo in Commissione Ambiente della Camera a un’interrogazione dedicata allo stato di attuazione delle CER. Secondo quanto riferito dall’esecutivo, il ridimensionamento delle risorse destinate alla misura – passate da 2,2 miliardi di euro a 800 milioni – avrebbe lasciato senza copertura finanziaria circa 18 mila progetti sui 48 mila presentati. Una situazione che, secondo i parlamentari democratici, rischia di penalizzare migliaia di soggetti che hanno già investito risorse economiche e competenze nella predisposizione delle domande. «Ci uniamo alla richiesta di utilizzare la flessibilità di bilancio concessa dall’Unione Europea per sostenere la transizione energetica e assicurare il finanziamento di tutti i progetti presenti in graduatoria», affermano Ferrari e Curti, sottolineando come molte iniziative abbiano già ottenuto il via libera tecnico da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), senza però poter accedere ai contributi a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili. I deputati dem evidenziano inoltre una contraddizione tra l’entusiasmo manifestato dal Governo per le aperture europee in materia di investimenti e le difficoltà che, a loro giudizio, continuano a rallentare la diffusione delle comunità energetiche, considerate uno degli strumenti più innovativi per promuovere l’autoconsumo collettivo e la produzione locale di energia da fonti rinnovabili. I numeri illustrati durante la discussione parlamentare mostrano che, delle circa 47 mila domande sottoposte a valutazione, soltanto 30 mila rientrano nell’attuale dotazione finanziaria. Gli atti di concessione pubblicati dal GSE nel mese di maggio sono stati finora 18.795. Nel corso della risposta all’interrogazione, il rappresentante del Governo ha annunciato che la valutazione delle pratiche ancora pendenti dovrebbe essere completata entro la fine di giugno 2026, anche in relazione agli adempimenti collegati alla decima rata del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Un impegno che il Partito Democratico assicura di seguire con attenzione. «Monitoreremo il rispetto di questa scadenza e la successiva disponibilità delle risorse necessarie per consentire lo scorrimento completo della graduatoria», dichiarano Ferrari e Curti. «Solo così sarà possibile valorizzare gli investimenti compiuti da cittadini, enti locali, associazioni e territori che hanno scelto di contribuire concretamente alla transizione energetica e alla riduzione della dipendenza dalle fonti fossili». La questione assume particolare rilevanza anche in Trentino, dove il modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili ha registrato un forte interesse da parte di amministrazioni locali, realtà associative e cittadini. Proprio su questo fronte, Sara Ferrari segnala ulteriori criticità legate al funzionamento della piattaforma del GSE incaricata della gestione degli incentivi. «Esiste un divario significativo tra le risorse che dovrebbero arrivare ai territori e quelle che vengono effettivamente erogate», osserva la deputata. «Permangono difficoltà operative che impediscono, ad esempio, l’aggiornamento delle configurazioni già registrate, con inevitabili ripercussioni pratiche sui beneficiari». Da qui la richiesta al Governo di intervenire non solo per ripristinare le risorse originariamente previste, ma anche per garantire procedure più efficienti e tempi certi, elementi considerati indispensabili per sostenere la crescita delle comunità energetiche e accelerare il percorso verso un sistema energetico più sostenibile e partecipato. |
Comunità energetiche, il Pd chiede lo sblocco dei fondi: “Risorse per tutti i progetti in graduatoria”
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