Nuova Casa della Comunità a Cles: inaugurata l’undicesima struttura sanitaria in Trentino

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Investimento da oltre 7 milioni per servizi integrati e sostenibili

È stata inaugurata a Cles la nuova Casa della Comunità, l’undicesima delle quattordici previste in Trentino, segnando un ulteriore avanzamento nella riorganizzazione della sanità territoriale provinciale. La struttura rappresenta un presidio fondamentale per la Val di Non e per un bacino di circa 40mila abitanti, con l’obiettivo di rafforzare i servizi di prossimità e migliorare l’integrazione tra assistenza sanitaria e sociale.

Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, l’assessore alla salute e politiche sociali Mario Tonina, i vertici dell’Azienda sanitaria provinciale e numerosi rappresentanti istituzionali locali, tra cui la sindaca di Cles Stella Menapace e il presidente della Comunità di Valle Martin Slaifer Ziller.

La nuova struttura è stata realizzata nell’area dell’ex caserma dei Vigili del Fuoco e si sviluppa su cinque livelli, per circa 1.500 metri quadrati complessivi. L’investimento, pari a oltre 7,7 milioni di euro tra fondi PNRR e risorse provinciali, è stato destinato a un progetto di sanità territoriale moderna e sostenibile.

All’interno della Casa della Comunità trovano posto il Punto unico di accesso ai servizi sanitari e sociali, ambulatori medici e specialistici, servizi infermieristici, assistenza domiciliare e percorsi di telemedicina. Il modello organizzativo punta su una forte integrazione tra medici di base, pediatri, specialisti e servizi sociali, con particolare attenzione ai pazienti cronici e fragili.

Dal punto di vista tecnico, la direttrice del Dipartimento Debora Furlani ha evidenziato come l’edificio sia stato progettato secondo criteri di elevata efficienza energetica e sostenibilità ambientale. La struttura è classificata NZEB (Nearly Zero Energy Building) e utilizza sistemi avanzati di isolamento, pompe di calore geotermiche e aerotermiche e un impianto fotovoltaico in grado di coprire oltre il 65% dei consumi elettrici.

Il direttore generale dell’Azienda sanitaria Antonio Ferro ha sottolineato come il nuovo presidio rappresenti un tassello centrale nel modello trentino di sanità territoriale, basato su reti integrate di professionisti e servizi. L’obiettivo è garantire una presa in carico coordinata dei cittadini e rispondere in modo più efficace all’aumento delle cronicità e all’invecchiamento della popolazione, anche grazie alla telemedicina.

La direttrice delle cure primarie del Distretto nord Daniela Zanon ha rimarcato il valore del lavoro di squadra tra medici, infermieri, servizi sociali e volontariato, definendo la Casa della Comunità un modello costruito quotidianamente attraverso la collaborazione tra professionisti.

Dal territorio, la sindaca di Cles ha evidenziato il ruolo della nuova struttura come presidio di prevenzione e supporto all’ospedale, mentre il presidente della Comunità di Valle ha sottolineato la natura dinamica del progetto, pensato per evolversi in base ai bisogni reali della popolazione.

L’assessore Mario Tonina ha ribadito la volontà di rafforzare la sanità di prossimità senza centralizzare i servizi, ma creando una rete capillare tra territorio, ospedali e servizi sociali. Il presidente Fugatti ha infine ricordato come il Trentino sia tra le realtà italiane più avanzate nell’attuazione delle Case della Comunità, sottolineando il ruolo strategico della sanità territoriale per garantire cure accessibili e vicine ai cittadini.

Con l’apertura di Cles, il sistema provinciale compie un ulteriore passo verso il completamento della rete prevista, consolidando un modello di assistenza diffusa, integrata e orientata alla prossimità.