Spinelli: “Il Trentino tiene, ma l’incertezza rallenta gli investimenti”

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Economia. Il vicepresidente traccia il quadro economico del territorio

Il Trentino continua a mostrare un’economia solida, con occupazione alta e disoccupazione tra le più basse d’Italia, ma il clima internazionale e le tensioni economiche globali stanno rallentando la fiducia delle imprese e la loro capacità di investire. È l’analisi del vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Achille Spinelli, che traccia un quadro fatto di stabilità, ma anche di prudenza, tra caro energia, innovazione e prospettive di sviluppo.

“Lo stato di salute del nostro sistema produttivo continua ad essere buono – spiega – anche se esistono elementi di preoccupazione che riguardano le tensioni geopolitiche, le guerre, i costi energetici e i cambiamenti delle catene del valore internazionali”. Secondo Spinelli il Trentino non è immune dalle difficoltà globali, ma può contare sull’autonomia provinciale e su una struttura pubblica che negli anni ha dimostrato capacità di intervento. “Durante il Covid la Provincia ha saputo sostenere economia, lavoro e aspetti sociali, cercando di garantire stabilità e prospettive”.

La parola che domina il momento economico, secondo il vicepresidente, è però “incertezza”. Una sensazione che coinvolge imprese e famiglie e che sta frenando soprattutto gli investimenti. “Nelle fasi di incertezza quello che subisce il contraccolpo più forte sono proprio i piani di sviluppo e crescita delle aziende”.

Inflazione, aumento dei costi dell’energia e maggiore difficoltà nell’accesso al credito stanno infatti inducendo molte imprese ad assumere atteggiamenti prudenti. “Le aziende non sono necessariamente in crisi – precisa – ma vivono una fase di attesa”. Per Spinelli il problema non è l’assenza di risorse. “Il risparmio privato esiste ed è elevato, ma resta fermo. Per questo dobbiamo riuscire a creare strumenti che incentivino nuovi investimenti”.

La Provincia autonoma sta lavorando proprio in questa direzione, con misure dedicate in particolare ai settori maggiormente colpiti dal caro energia. “L’obiettivo è mettere rapidamente a terra iniziative capaci di stimolare investimenti e competitività”. Un ragionamento che si lega anche alla necessità di regole europee più flessibili sugli aiuti di Stato. “Con margini più ampi si potrebbero sostenere maggiormente le imprese che hanno capacità di crescita e possono trainare il sistema”.

Accanto alle difficoltà del presente, Spinelli rivendica però con forza i risultati ottenuti dal Trentino sul fronte dell’innovazione. “Nel 2025 siamo diventati il primo territorio italiano per impatto delle politiche di ricerca e sviluppo”, ricorda, citando il riconoscimento attribuito dalla Commissione europea. Un risultato costruito attraverso oltre 400 milioni di euro investiti ogni anno e grazie al lavoro di Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler e centri di ricerca.

La sfida ora è trasferire maggiormente la ricerca dentro le imprese. “La qualità della ricerca c’è – afferma – ma dobbiamo trasformarla sempre di più in innovazione concreta per il sistema produttivo”.

Nella parte finale dell’intervista il vicepresidente riflette anche sul proprio percorso personale, nato come tecnico e diventato progressivamente politico e amministrativo. “Rimango orgogliosamente un tecnico – dice – ma credo che la politica abbia bisogno soprattutto di competenza, capacità di costruire squadre e risultati concreti”.

Un’esperienza che gli ha fatto comprendere anche la complessità della macchina pubblica. “Quando si entra nell’amministrazione – conclude – si scopre che esistono vincoli e ostacoli che non sempre permettono di realizzare tutto come immaginato. Ma la politica resta nobile quando riesce a guardare al futuro e a creare opportunità per le nuove generazioni”.

Valeria Marcato