Il capitolo più consistente del finanziamento PNRR sulla città ha coperto la costruzione su Lungadige Montegrappa del cosiddetto Hub intermodale San Lorenzo per i pullman extraurbani. I lavori sono costati 22 milioni e 730 mila euro, di cui 20 da fondi europei, il resto da fondi locali (300mila provinciali per la progettazione). La giunta comunale presenta l’operazione come essenziale, per rendere appetibile, moderna, più comoda la scelta del trasporto pubblico. L’operazione si collega con la visione (contestata da associazioni e comitati civici) del futuribile “grande impianto”, la funivia Trento-Bondone. Lo spostamento graduale delle corse delle corriere nel nuovo sito partirà a settembre. L’hub è stato costruito distante 800 metri dalla vecchia stazione delle corriere, che è adiacente a quella dei treni (le separa il cavalcavia ferroviario). Non mancano, accanto al plauso di una parte di politica e cittadinanza, critiche anche aspre. Manuela Baldracchi, architetta, presidente di Italia Nostra: “Assurdità incomprensibile spostare a 800 metri di distanza una stazione delle corriere adiacente a quella dei treni. Sarebbe logico per un servizio integrato che fossero vicine. Non è motivazione accettabile che così le corriere sono vicine alla partenza della funivia: presentino dati proiettati a 10-20 anni dei visitatori che si stima saliranno in Bondone in funivia, arrivando in città in corriera, considerando invece quante persone arrivano oggi in corriera, dovendo così coprire una maggiore distanza per il centro”. Criticato anche il progetto: “hanno intombato l'area, tagliando platani straordinari secolari, che dovevano essere salvaguardati. Il progetto doveva essere diverso, doveva assicurare permeabilità del suolo. La copertura non è un giardino (il sindaco Ianeselli lo definisce “un parco pubblico”): è un solettone con uno straterello di terra rinverdita”. Onda è critica; la consigliera comunale Giulia Bortolotti: “Abbiamo speso una cifra spaventosa solo per poter giustificare la partenza della funivia da quel luogo, abbattendo alberi secolari. Risulta una stazione con spazi più piccoli, lontana dall'architettura di pregio di quella precedente, riconosciuta come pregiata dal censimento degli edifici della seconda metà del Novecento. Desolante il cosiddetto giardino pensile. La distanza siderale tra realizzato e rendering è impietosa: valorizzare la stazione attuale sarebbe stato più sensato”. Generazione Trento, dice il consigliere Claudio Geat: “Peggio di così era difficile fare, manca visione trasportistica. Non è un Hub, è solo una stazione delle corriere, più scomoda e piccola (manca perfino un bar), più lontana dell'attuale, non collegata agli autobus urbani né alla stazione dei treni. L’ipotizzata funivia non c'è e per molti anni non arriverà in Bondone (se mai arriverà). Per il collegamento stazione bus-ferrovia sono stati stanziati 500.000 euro ma non c'è nemmeno il progetto”. È un sì quello della Lega in consiglio ma con una visione diversa proprio sul tema mobilità: “La collocazione è adeguata” dice il consigliere Devid Moranduzzo, che auspica però nuovi parcheggi in superficie nella vecchia stazione, a prezzi ridotti. “Non vogliamo mettere in contrapposizione chi si sposta in macchina e chi usa i mezzi pubblici” afferma. Maddalena Di Tolla Deflorian |
La stazione che non convince: il progetto simbolo finisce sotto accusa
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