![]() L’assessora di Trento: «Non è una graduatoria del dolore, ma una forma di violenza che va riconosciuta. Fondamentali prevenzione e sostegno alle famiglie» Su un tema «così delicato» come la violenza contro le donne è necessario evitare semplificazioni e contrapposizioni comunicative. È questa la posizione espressa da Francesca Gerosa, che richiama l’esigenza di affrontare il fenomeno del femminicidio con «meno slogan e più consapevolezza della realtà». Nel suo intervento, l’assessora sottolinea come ogni omicidio rappresenti una tragedia e come ogni vita abbia lo stesso identico valore. Tuttavia, aggiunge, ridurre il femminicidio a un omicidio come tutti gli altri rischia di non coglierne la specificità. «Parlare di femminicidio non significa attribuire maggiore importanza a una vittima rispetto a un’altra o creare classifiche del dolore – afferma – ma riconoscere una forma di violenza che colpisce le donne proprio in quanto donne, spesso all’interno di relazioni affettive o familiari». Gerosa evidenzia come il fenomeno continui a rappresentare una ferita profonda per il Paese e richiami la necessità di un’azione articolata che non si limiti alla sola repressione, ma includa prevenzione, protezione e sostegno alle vittime e ai loro familiari. «È fondamentale affiancare agli strumenti giudiziari un lavoro costante di prevenzione e di accompagnamento – sottolinea – perché troppo spesso dietro queste tragedie ci sono storie familiari spezzate e comunità intere colpite». L’assessora richiama inoltre l’importanza della responsabilità istituzionale nella gestione di un tema così sensibile, invitando chi ricopre incarichi pubblici a evitare la polarizzazione del dibattito e a concentrarsi sulle risposte concrete. «Chi ha ruoli di responsabilità deve essere consapevole del peso della rappresentanza e lavorare per rafforzare le politiche di contrasto alla violenza di genere», afferma. Nel suo intervento viene richiamata anche l’azione del governo nazionale guidato da Giorgia Meloni, indicata come orientata al rafforzamento degli strumenti di contrasto alla violenza di genere attraverso misure operative e interventi strutturali. L’intervento si chiude con un richiamo alle conseguenze umane dei femminicidi: figli rimasti senza madre, famiglie distrutte e comunità segnate da lutti profondi. «Dobbiamo pensare alle persone colpite da queste tragedie – conclude Gerosa – e lavorare perché prevenzione, protezione e sostegno siano sempre più efficaci e concreti». |
Femminicidio, Gerosa: «Fenomeno specifico, servono prevenzione e responsabilità istituzionale»
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