Proposta per il lago di Garda: reti fognarie obsolete, depuratori in affanno, problemi ecologici: serve una governance unica

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Le associazioni del Coordinamento Tutela Lago di Garda e bacino imbrifero chiedono un progetto di riqualificazione ambientale.

Il Coordinamento Interregionale delle associazioni per la Tutela del lago di Garda (composto da ben 14 sigle, fra cui le maggiori associazioni ambientaliste nazionali con le sedi locali) ha presentato questa mattina in conferenza stampa un Documento tecnico su collettamento e depurazione del bacino imbrifero Sarca–Garda–Mincio, frutto di analisi congiunta di dati aggiornati delle quattro province afferenti (Brescia, Mantova, Trento, Verona), di recenti relazioni ARPA, di varie progettazioni disponibili da enti gestori ed enti pubblici.

La situazione descritta è critica: reti fognarie miste o obsolete, depuratori sovraccarichi nei periodi turistici, scarichi di troppo pieno che raggiungono il lago, criticità strutturali dei corpi idrici, stato ecologico non buono del fiume Chiese .

Servono scelte politiche e tecniche immediate, una governance unica di bacino e un Progetto di Riqualificazione Ambientale: è questa la posizione delle associazioni componenti il Coordinamento.

Tommaso Bonazza, portavoce Acque Trentine, coordinamento cofirmatario de documento: ”Proponiamo l'istituzione di un organismo sovraordinato sul modello della Commissione internazionale per la protezione del Lago di Costanza, che ci è in questo senso da esempio. L'ente che ci immaginiamo -più volte peraltro invocato e mai di fatto istituito - rappresenterebbe adeguatamente le tre regioni e le quattro provincie del bacino idrografico Sarca-Garda-Mincio e garantirebbe livelli di professionalità e conoscenza corrispondenti alla complessità delle tematiche in questione”.

I temi cruciali da trattare in modo unitario indicati dagli ambientalisti sono i seguenti, prosegue Bonazza:” I collegamenti stradali sul lago, la gestione dei livelli delle acque su tutto il bacino idrografico, le questioni legate alla rinaturalizzazione, la supervisione, sulla corretta gestione delle attività economiche e sportive, il coordinamento del collettamento e della depurazione delle acque reflue, la gestione e controllo delle qualità delle acque sull'intero bacino idrografico ed infine gestione dei sistemi di monitoraggio e controllo di ogni scarico a lago (troppo pieno, emergenza e acque meteoriche, quale soluzione residuale) anche in ragione del precario stato ecologico del lago”.

Date le tempistiche, sicuramente non veloci, necessarie per raggiungere l'obiettivo di una gestione unitaria del bacino idrografico Sarca – Garda - Mincio e date le numerose criticità esposte nella prima parte di questo documento, il Coordinamento chiede la revisione dell'Accordo di Programma del 2017 nel quale inserire una serie di azioni, come spostamento “immediato” dello scarico del depuratore di Peschiera d/G nel Mincio, da valle a monte della diga di Salionze, per tripartire le acque, e quindi anche lo scarico dei reflui del depuratore di Peschiera d/G., tra canale Seriola, canale Virgilio e fiume Mincio; fermare l’ipotesi dello scarico dei reflui del realizzando depuratore in sponda bresciana nel fiume Chiese (che versa in uno stato ecologico già precario, come indicato dalla relazione di Arpa Lombardia, e che inoltre, si trova al di fuori del bacino idrografico naturale Sarca – Garda – Mincio).

Infine – si legge nel documento - riteniamo necessario che il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, date le molte criticità evidenziate per il lago di Garda (che ricordiamo essere il più grande lago d’Italia con un invaso da 50 miliardi di mc. Di acqua) e per tutto il relativo bacino idrografico, si impegni a bandire, con la massima urgenza, uno specifico Concorso di Idee, a livello europeo, per avviare l’indispensabile Progetto di Riqualificazione Ambientale in analogia a quanto progettato ed in corso di realizzazione sul lago di Costanza.