![]() Lucia Maestri replica alle dichiarazioni che mettono in discussione il fenomeno: «Offese alle vittime e alle loro famiglie. La realtà dei fatti parla da sola» «Negare l’esistenza del femminicidio significa ignorare una drammatica realtà che continua a mietere vittime». È la presa di posizione della consigliera Lucia Maestri, intervenuta dopo alcune dichiarazioni pubbliche che hanno suscitato polemiche per aver messo in dubbio l’esistenza stessa del fenomeno. Secondo Maestri, di fronte a simili affermazioni «persino la ragionevolezza fatica a trovare spazio». A testimoniare la gravità della situazione, sottolinea, è il lungo elenco di donne uccise da una violenza che continua a manifestarsi con tragica regolarità, alimentata da dinamiche di sopraffazione e dall’incapacità di alcuni uomini di confrontarsi con le proprie fragilità. La consigliera denuncia inoltre il rischio che tragedie di tale portata vengano strumentalizzate per finalità di consenso o visibilità. «A chi specula sul dolore non interessa comprendere la natura specifica di questo male – osserva – ma soltanto il vantaggio che può ricavarne, alimentando un circolo vizioso fatto di morte, sofferenza e mancanza di rispetto». Nel suo intervento, Maestri critica duramente anche il linguaggio utilizzato da chi ridimensiona o nega il fenomeno, sostenendo che certe parole finiscono per sminuire la portata di drammi umani profondissimi. Una narrazione che, a suo giudizio, non contribuisce al confronto pubblico, ma rischia di alimentare una cultura ostile alla dignità delle persone. «Non si può sacrificare il rispetto per le vittime sull’altare del consenso immediato», conclude la consigliera, ribadendo la necessità di riconoscere la specificità della violenza di genere e di affrontarla con serietà, responsabilità e consapevolezza. |
«Il femminicidio esiste e non può essere negato»
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