Ianeselli difende Dolomiti Energia: «Va rafforzata, non smantellata»

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Il sindaco di Trento chiede più spazio ai Comuni nelle scelte strategiche sull'acqua e sull'energia, ma avverte: «Evitiamo contrapposizioni tra città e valli. Questa è una storia di successo da far crescere»

Più coinvolgimento dei territori nelle decisioni che riguardano l'energia e la gestione delle risorse idriche, ma senza mettere in discussione il percorso di crescita di Dolomiti Energia. È la posizione del sindaco di Trento, Franco Ianeselli, che interviene nel dibattito sulle grandi derivazioni idroelettriche e sul futuro della multiutility trentina.

Per il primo cittadino, le richieste avanzate in queste settimane da diversi territori, in particolare dalla Val di Sole, meritano ascolto e attenzione. Tuttavia, il confronto non deve trasformarsi in un attacco a una realtà industriale che rappresenta uno dei principali patrimoni economici del Trentino.

«I Comuni devono essere maggiormente coinvolti, su questo sono pienamente d'accordo», osserva Ianeselli. «Ma allo stesso tempo non dobbiamo smantellare una storia di successo industriale. Dobbiamo invece lavorare per rafforzarla».

Il sindaco sottolinea come Dolomiti Energia sia nata dall'esperienza delle storiche municipalizzate di Trento e Rovereto e sia oggi una società a controllo pubblico che ha saputo affermarsi come protagonista nel settore energetico. Una crescita che, secondo Ianeselli, va accompagnata da una maggiore partecipazione delle comunità locali.

L'obiettivo è attribuire ai Comuni un ruolo più incisivo all'interno delle scelte strategiche dell'azienda e, più in generale, nella definizione delle politiche legate all'utilizzo dell'acqua. «I territori dovranno avere un peso maggiore all'interno di Dolomiti Energia», afferma. «E già oggi Comuni, Bacini Imbriferi Montani e Comunità di valle dovrebbero essere coinvolti nella definizione dei piani energetici e nella gestione delle risorse idriche. L'acqua è un bene pubblico e Dolomiti Energia ne è soltanto il gestore: i veri proprietari sono tutti i trentini».

Per il sindaco esistono strumenti attraverso i quali i territori possono entrare più direttamente nella governance della società, sia in forma diretta sia attraverso organismi rappresentativi come i Bim. Una partecipazione che consentirebbe di rafforzare il legame tra l'azienda e le comunità locali.

Ianeselli invita inoltre a distinguere il tema delle concessioni idroelettriche da quello dello sviluppo industriale della multiutility. Da un lato, spiega, spetta alla Provincia stabilire le regole per l'utilizzo delle acque pubbliche; dall'altro, Dolomiti Energia deve continuare il proprio percorso di crescita e innovazione.

In questo quadro si inserisce anche il confronto sulla possibile quotazione in Borsa, tema che ha suscitato preoccupazioni in alcuni territori, timorosi di essere marginalizzati nelle future scelte sulle concessioni. Un timore che il sindaco ritiene superabile attraverso una maggiore partecipazione delle comunità locali ai processi decisionali.

Sul rischio di una contrapposizione tra città e valli, Ianeselli lancia un appello alla responsabilità. «Qualcuno potrebbe essere tentato di alimentare questa divisione per convenienza politica, ma sarebbe un errore. Se vogliamo bene al Trentino dobbiamo evitarlo. Dolomiti Energia rappresenta una storia di successo che appartiene a tutto il territorio».

Guardando al futuro, il sindaco ribadisce la necessità di arrivare preparati alle prossime scadenze sulle concessioni idroelettriche. Ma, indipendentemente dagli scenari che si apriranno, la direzione da seguire resta una sola: consolidare e far crescere una realtà che oggi opera non solo nell'idroelettrico, ma anche nell'eolico, nel fotovoltaico e nella distribuzione dell'energia.

«Dovremmo concentrarci su come rafforzare ciò che funziona», conclude Ianeselli. «Non su come distruggerlo».