![]() L'aumento dei costi di energia e trasporti spinge l'inflazione al 2,8%. Alimentari ancora ai massimi, mentre cresce la corsa alle offerte nei supermercati
L'inflazione torna a correre anche in Trentino, sospinta dall'aumento dei costi energetici e dei trasporti legati alle tensioni internazionali. A maggio l'indice dei prezzi al consumo ha raggiunto il +2,8% su base annua, confermando un trend di crescita costante iniziato nei primi mesi dell'anno. Un dato inferiore alla media nazionale, ferma al +3,2%, ma sufficiente a incidere in modo significativo sui bilanci delle famiglie. A preoccupare maggiormente è il cosiddetto "carrello della spesa", che continua a registrare rincari consistenti. I prezzi di alimentari e bevande analcoliche si mantengono infatti sul +3,9%, un livello elevato che, pur stabile rispetto ad aprile, continua a pesare sulle spese quotidiane dei consumatori. Secondo i dati Istat, l'accelerazione dell'inflazione osservata da marzo è strettamente collegata agli effetti della crisi in Medio Oriente e alle ripercussioni sui mercati energetici internazionali. Se a gennaio l'inflazione provinciale si attestava attorno all'1%, in pochi mesi il tasso di crescita dei prezzi è quasi triplicato. Tra le voci che hanno contribuito maggiormente all'aumento figurano le spese per abitazione, energia e combustibili, cresciute del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un balzo significativo se confrontato con i primi mesi del 2026, quando il comparto registrava ancora variazioni negative. In forte aumento anche il settore dei trasporti, che segna un +4,1% su base annua. L'incremento riflette direttamente il rialzo dei costi energetici e dei carburanti, con effetti che si trasferiscono lungo tutta la filiera economica. Restano elevati anche i prezzi di alcolici e tabacchi (+2,1%), mentre mostrano segnali di rallentamento altri comparti. L'abbigliamento e le calzature registrano infatti una flessione dell'1,9%, così come i servizi finanziari e assicurativi (-0,6%) e il settore dell'informazione e della comunicazione (-2,2%). Sostanzialmente stabile la spesa sanitaria, che cresce dell'1,6%. Per Walter Alotti dell'Associazione Consumatori, molto dipenderà dall'evoluzione dei mercati energetici nei prossimi mesi. La speranza è che il calo del prezzo del petrolio registrato nelle ultime settimane possa tradursi in una progressiva riduzione dei rincari. Tuttavia, avverte, il problema resta la lentezza con cui le diminuzioni dei costi si riflettono sui prezzi finali pagati dai cittadini. Accanto all'inflazione, restano aperti i temi dei tassi d'interesse e del rinnovo dei contratti di lavoro. Secondo Alotti sarà necessario individuare nuovi strumenti di compensazione per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie e aggiornare parametri come Isee e Icef, che non sempre riflettono l'effettivo aumento del costo della vita registrato negli ultimi anni. Nel frattempo gli effetti dell'inflazione sono sempre più evidenti nelle abitudini quotidiane dei consumatori. Cresce infatti il fenomeno della cosiddetta "spesa itinerante": molte famiglie confrontano i prezzi tra supermercati diversi e scelgono di spostarsi da un punto vendita all'altro per approfittare delle offerte e contenere l'impatto dei rincari sul bilancio domestico. |
Prezzi in salita, famiglie sotto pressione: rincari sempre più pesanti in Trentino
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