Parliamo di piano edilizio e priorità per l’offerta formativa per l’Università di Trento. “L’Ateneo - che conta poco più di 17 mila studenti, 700 docenti, 160 ricercatrici e ricercatori, 382 assegnisti di ricerca – ha chiuso il bilancio 2025 con un risultato positivo di 15,5 milioni, che – spiega la nota ufficiale - beneficia anche dell’incremento dei trasferimenti provinciali e ministeriali e della gestione prudente dell’ateneo. Soddisfazione per l’andamento positivo nell’attuazione del Piano strategico 2022/27 e per il tasso di realizzazione degli obiettivi dei progetti Pnrr”. Quali sono le prossime iniziative, legate a questo bilancio considerato positivo? Ce lo spiega il Rettore Flavio Deflorian: “I risultati positivi del bilancio consuntivo ci offrono la solidità finanziaria necessaria per programmare i prossimi sei mesi con una visione chiara, dando immediato avvio a una nuova prima fase del nostro piano edilizio. Si tratta di un cammino strategico che vedrà un importante concorso di risorse tra l’Ateneo e la Provincia autonoma, la quale, come previsto dalla norma, si fa carico delle strutture dedicate a didattica e ricerca in modo prevalente. Non parliamo soltanto di residenzialità studentesca: investiremo in ristrutturazioni, ampliamenti e messe a norma con un piano graduale che toccherà tutti i nostri poli. Partiremo dall'ampliamento dei volumi a Mesiano e Povo, dove la necessità è più stringente, per poi concentrarci sul miglioramento degli edifici storici di Rovereto e Trento e sul completamento del progetto della struttura di Trento Expo. Quest'ultima, attuale sede delle professioni sanitarie, potrà in futuro ospitare nuove iniziative per gli studenti e dare ampio respiro alla città insieme a Palazzo Consolati, una volta avviati i lavori del complesso adiacente al nuovo ospedale”. Non si vive di sole strutture, e allora prosegue il Rettore: “Parallelamente allo sviluppo delle nostre infrastrutture, procediamo decisi nel qualificare l'offerta formativa per rispondere in modo concreto alle esigenze delle persone e del territorio. In questo senso, i prossimi mesi saranno cruciali per perfezionare il progetto del nuovo corso di laurea in Scienze della Formazione primaria e inviarlo al Ministero per l'approvazione definitiva. Dopo il grande investimento sulla Scuola di Medicina, gettare le basi per questo percorso rappresenta un passo fondamentale per il nostro Ateneo e un'opportunità straordinaria per la città di Rovereto, Una tappa che conferma la nostra identità di università capace di guardare al futuro partendo dai bisogni reali delle comunità che ci sostengono”.
Maddalena Di Tolla Deflorian
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