Il sentiero dei Giganti: l’escursione (a prova di famiglia) ai piedi della Marmolada che nasconde un segreto di pietra

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Da Alba di Canazei al Rifugio Contrin: 12 chilometri tra pascoli da cartolina

C’è un luogo in Val di Fassa dove la maestosità delle Dolomiti si fa così vicina che sembra quasi di poterla toccare. Un anfiteatro naturale racchiuso nell’abbraccio titanico del Gruppo della Marmolada, dove cime leggendarie come il Gran Vernel, il Piccolo Vernel, la Cima Ombretta, il Sasso Vernale e la Cima Uomo superano con fierezza i tremila metri d'altezza.

La meta di questo viaggio è il celebre Rifugio Contrin, punto d’arrivo di una delle escursioni più panoramiche e suggestive della zona. La notizia migliore? Non serve essere alpinisti esperti per goderne: l'itinerario è perfetto anche per le famiglie con bambini.

Scheda tecnica dell'escursione

Partenza: Alba di Canazei (TN) – Parcheggio funivia Ciampac

Sentiero SAT: 602 (strada sterrata/forestale)

Distanza totale: Circa 12 km (andata e ritorno)

Dislivello: 500 metri

Tempo di percorrenza: Circa 4 ore totali (2 ore per la salita)

Difficoltà: Escursionistico (adatto a tutti, richiede minimo di abitudine a camminare in salita)

Il percorso: dai boschi ai pascoli da cartolina

Il viaggio comincia nel piazzale della funivia Ciampac ad Alba di Canazei. Lasciata l’auto, ci si dirige verso il lato sud-est del parcheggio per imboccare il sentiero 602.

Il primo tratto non fa sconti: la pendenza si fa sentire subito sotto l’ombra del bosco. Ma la fatica dura poco. Dopo circa un'ora di cammino, gli alberi si diradano e si giunge alla prima tappa: la Baita Locia Contrin (1736 m). Da qui in poi, la strada forestale spiana e si entra nel cuore vivo della Val Contrin.

Il paesaggio si trasforma in una cartolina vivente: i verdi pascoli d'alta quota sono accarezzati dal passaggio del torrente Ruf de Contrin, che accompagna i passi degli escursionisti saltando da destra a sinistra del sentiero. Superato il torrente, la via torna a salire dolcemente fino a Malga Cianci (1825 m), il posto perfetto per una sosta rapida o una merenda rigenerante.

Ancora uno sforzo e, dopo circa due ore totali dalla partenza, la meta si rivela in tutto il suo splendore: il Rifugio Contrin. Da quassù, la vista ravvicinata sulla monumentale parete sud della Marmolada e, in lontananza, sul Gruppo del Sassolungo ripaga ampiamente ogni goccia di sudore. È il momento del meritato pranzo e del relax sui prati. Il ritorno a valle avviene lungo lo stesso percorso dell'andata.

Il mistero della Val Contrin: la leggenda di Conturina

C’è qualcosa, però, che rende questa valle diversa dalle altre. Se vi fermate ad ascoltare il vento che soffia verso il Passo di Ombretta, potreste avvertire una strana malinconia. La leggenda narra che un tempo vivesse qui Conturina, una fanciulla di rara bellezza, colpevole solo di essere talmente splendida da oscurare le due figlie della sua matrigna cattiva.

Invidiosa dell'attenzione che tutti i giovani della valle riservavano alla figliastra, la matrigna costrinse prima Conturina a fingersi muta e immobile, ma i ragazzi continuavano ad ammirarla. Presa dall'ira, la donna chiese aiuto a una strega che trasformò la ragazza in pietra. Eppure, anche sotto forma di statua, la sua bellezza continuava a incantare chiunque.

Nel disperato tentativo di nasconderla per sempre, la matrigna la fece abbandonare sulla rupe che domina il Passo di Ombretta, incastonata nella roccia della Marmolada.

Anni dopo, un giovane soldato di guardia udì di notte un canto straziante provenire dalla montagna. Era Conturina, che raccontava la sua prigionia. All'alba il soldato avrebbe voluto scalarne le pareti per salvarla, ma la ragazza lo fermò: l'incantesimo si sarebbe potuto spezzare solo nei primi sette anni, ormai era troppo tardi. Il suo destino era segnato: rimanere per sempre parte della montagna.

Ancora oggi, nelle sere d'estate, i pastori giurano di sentire la sua voce cantare in ladino: “Son de sas e no me meve, son de crepa n Marmolèda...” (Sono di sasso e non mi muovo, sono di roccia nella Marmolada, sono una ragazza abbandonata e non si sa per quale ragione). Alzando lo sguardo verso le pareti che sovrastano il Passo Ombretta, i più attenti riescono ancora a scorgere il profilo del suo bellissimo viso scolpito nella roccia.

Il consiglio in più: Se vi trovate a Canazei per qualche giorno e cercate un'altra avventura mozzafiato da collezionare, non perdetevi la spettacolare escursione al Piz Boè partendo da Passo Pordoi, una delle terrazze più incredibili di tutte le Dolomiti.