Controlli antincendio, la Procura apre un’inchiesta su 18 verifiche mai eseguite

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Accertamenti dopo una segnalazione al Dipartimento della Protezione civile

La Procura di Trento ha aperto un’inchiesta per fare luce su una serie di controlli antincendio che, secondo una segnalazione interna, non sarebbero stati effettuati nonostante fossero previsti dalla normativa. A coordinare gli accertamenti è la pubblico ministero Maria Colpani, che ha disposto approfondimenti sui contenuti di una lettera inviata al dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, Foreste e Fauna della Provincia autonoma di Trento, Stefano Fait.

Al centro della vicenda vi sono 18 pratiche relative a strutture soggette a verifiche antincendio che, secondo quanto denunciato, sarebbero state archiviate senza l’esecuzione dei sopralluoghi tecnici obbligatori. Una circostanza che, se confermata, potrebbe sollevare interrogativi sul corretto funzionamento delle procedure di controllo.

La questione era già emersa nei mesi scorsi in sede politica. A febbraio il consigliere provinciale Filippo Degasperi, del gruppo Onda, aveva presentato un’interrogazione chiedendo chiarimenti alla Giunta provinciale. L’atto, tuttavia, non aveva ricevuto risposta da parte del presidente della Provincia Maurizio Fugatti.

A rilanciare il caso è stata una lettera datata 20 gennaio e consegnata direttamente agli uffici provinciali. Il documento, rimasto riservato per diversi mesi, ha iniziato a circolare recentemente negli ambienti della politica e del sistema antincendi provinciale, contribuendo ad alimentare tensioni e interrogativi all’interno del settore.

Nella segnalazione viene riportato un elenco di diciotto strutture per le quali sarebbero state regolarmente presentate le Segnalazioni certificate di inizio attività (Scia), complete della documentazione prevista, ma che non avrebbero successivamente ricevuto le verifiche tecniche previste entro i termini stabiliti.

Le pratiche riguarderebbero attività classificate nelle categorie B e C della normativa antincendio, per le quali, in caso di nuove realizzazioni, ampliamenti o ristrutturazioni, è previsto l’invio della Scia al Comando dei Vigili del Fuoco e il successivo sopralluogo tecnico entro sessanta giorni.

Secondo quanto riportato nella lettera, le pratiche sarebbero state chiuse attraverso comunicazioni ritenute anomale rispetto alle procedure normalmente adottate, senza che venisse effettuata la verifica sul posto. Nel documento si afferma inoltre che tali comunicazioni sarebbero state predisposte a nome dell’allora direttore dell’Ufficio Prevenzione Incendi, cessato dall’incarico nell’ottobre 2025, e trasmesse con firma digitale dall’attuale dirigente del Servizio Antincendi.

Spetterà ora agli accertamenti della Procura verificare la fondatezza delle contestazioni e ricostruire l’iter amministrativo seguito nelle pratiche segnalate. Al momento non risultano contestazioni formali nei confronti di persone e l’inchiesta si trova nella fase preliminare di acquisizione degli elementi utili alla verifica dei fatti.