Ansfisa presenta il “Libro Bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto”

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L’incontro è stato un’occasione di dialogo tra istituzioni, enti territoriali, gestori delle infrastrutture e rappresentanti del mondo tecnico scientifico che hanno condiviso le proprie conoscenze per una gestione efficace dei rischi a cui potrebbe essere soggetto il territorio regionale e nazionale

Un documento che promuove una maggiore integrazione tra pianificazione territoriale, monitoraggio delle infrastrutture e gestione del rischio. È questo, in sintesi, il “Libro Bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto” presentato da Asfisa, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali, al convegno “Sicurezza e tutela delle infrastrutture sul territorio”, che si è svolto giovedì 18 giugno a Trento, nella Sala Depero del Palazzo della Provincia.

L’incontro – al quale hanno partecipato il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alessandro Morelli, il direttore di Ansfisa Domenico Capomolla, il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti, il vicepresidente della Provincia di Bolzano Daniel Alfreider e il viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi tramite videomessaggio – è stato un’occasione di dialogo tra istituzioni, enti territoriali, gestori delle infrastrutture ed esperti del mondo tecnico scientifico, che si sono confrontati su come incrementare la gestione dei rischi che interessano il territorio e le principiali reti di collegamento.

L’elaborato raccoglie analisi, dati, contributi tecnici e proposte operative finalizzate a rafforzare la capacità di prevenzione e di intervento lungo le reti stradali, autostradali e ferroviarie: tutte strutture particolarmente esposte agli effetti dei fenomeni naturali sempre più intensi e frequenti.

“Dal Libro Bianco emergono proposte migliorative per una gestione più efficace del rischio e una maggiore tutela delle reti viarie, ferroviarie e degli impianti fissi” ha spiegato l’ing. Capomolla. “Quello che è emerso con ogni evidenza dallo studio condotto è l’importanza delle manutenzioni ordinarie. La costante cura del territorio anche nelle piccole cose. Questo modello organizzativo, che per tante ragioni negli ultimi vent’anni è stato abbandonato e fortemente depotenziato, qui in Trentino e in Alto Adige invece ancora resiste”.

Al convegno, il senatore Morelli ha evidenziato la “necessità di migliorare la capacità di programmazione, coordinamento e realizzazione degli interventi”. Parlando di “cambiamento culturale profondo” ha evidenziato come troppo spesso l’Italia, finora, abbia “rincorso le emergenze. Oggi stiamo progressivamente costruendo una cultura della prevenzione. Una cultura che significa intervenire prima che il danno si manifesti”.

A tal proposito, Fugatti ha ribadito che il Trentino gode di una “consolidata esperienza nella cura del territorio, nella prevenzione e nella protezione civile che va costantemente rafforzata”. Tra le priorità, ha poi citato “la gestione del traffico lungo l’Autostrada del Brennero e il trasferimento dei flussi dalla gomma alla rotaia”, perseguendo un equilibrio tra tutela dell’ambiente, qualità della vita e sviluppo del territorio.

Infine, è stato possibile ascoltare il videomessaggio di Rixi. “Mentre il Paese realizza opere strategiche come la circonvallazione di Trento, il Tunnel di Base del Brennero e il potenziamento delle reti stradali e ferroviarie, è fondamentale garantire infrastrutture sicure, efficienti e adeguatamente manutenute. La digitalizzazione, l'utilizzo di nuove tecnologie e una stretta collaborazione tra istituzioni e territori sono strumenti essenziali per rendere il sistema infrastrutturale sempre più resiliente, migliorare la mobilità e assicurare la continuità dei collegamenti anche in presenza di eventi calamitosi” ha dichiarato.