![]() Secondo la maggioranza lo strumento permetterebbe di rendere effettive le espulsioni e ridurre le situazioni di irregolarità “Un Cpr gestito con procedure rapide può ridurre le situazioni di irregolarità prolungata, che alimentano degrado e sicurezza”. Con queste parole Ilaria Goio, consigliera comunale al vertice del Gruppo Giorgia Meloni Fratelli d'Italia, si è detta favorevole alla realizzazione del Centro di Permanenza per il Rimpatrio, definendolo “uno strumento concreto per maggiore ordine sul territorio”. Consigliera, il progetto di costruire un Centro di Permanenza per il Rimpatrio a Trento è molto dibattuto. In che modo, secondo Lei, la realizzazione di un Cpr locale può incidere sulla sicurezza dei cittadini di Trento? “I Centri di Permanenza per il Rimpatrio sono strutture pensate per tutelare la sicurezza dei cittadini. Servono a rendere effettivi i provvedimenti di espulsione nei confronti di persone che non hanno più titolo per rimanere in Italia e che hanno violato le norme o commesso reati gravi. Oggi troppe espulsioni rimangono sulla carta, con conseguenze dirette sulle comunità locali.” Il Cpr di Trento potrebbe ospitare extracomunitari provenienti da altre regioni e dato che meno del 50% dei rinchiusi vengono rimpatriati, diventerebbe un onere dei trentini gestire la loro presenza. Come risponde a questa preoccupazione? “I CPR non attraggono nuova immigrazione irregolare, anzi: sono lo strumento opposto. Servono proprio a garantire una gestione sicura delle persone destinatarie di espulsione fino all'esecuzione del rimpatrio, attraverso strutture chiuse e sorvegliate. Gestire queste persone in una struttura controllata è più efficace che lasciarle sul territorio. Il vero costo sociale nasce quando queste persone rimangono senza controllo nelle città, alimentando marginalità e tensioni sociali. Per questo è fondamentale rendere le espulsioni più rapide ed effettive, riducendo così l'impatto sui territori e sulle comunità locali.” Un’altra criticità messa in evidenza da chi è contrario ai Centri di Permanenza per i Rimpatri è il clima di “disumanità” che gli utenti spesso sono costretti a vivere: persone a cui viene tolta la libertà per lunghi periodi, talvolta senza che abbiano commesso reati, prima che venga definita la loro posizione. Come valuta questa critica e quali garanzie ritiene necessarie per evitare situazioni di questo tipo? “La dignità della persona va sempre rispettata, anche verso chi è destinatario di espulsione. Tuttavia, la clandestinità e l'irregolarità prolungata non sono una vera forma di umanità: spesso queste condizioni espongono le persone a sfruttamento, marginalità e, in molti casi, le rendono preda della criminalità organizzata, favorendo fenomeni di illegalità diffusa. I CPR sono strutture temporanee e controllate per un trattenimento amministrativo, non una pena. Devono garantire condizioni dignitose e rispetto dei diritti. Servono rimpatri più rapidi e accordi efficaci con i Paesi di origine per coniugare legalità, sicurezza e rispetto della persona. Serve inoltre rendere effettivi i provvedimenti di espulsione.” Virginia Revolti |
Ilaria Goio (FdI): “Una risposta concreta ai cittadini, ridurrà degrado e insicurezza”
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