![]() Dal 27 luglio al 9 agosto diciassette appuntamenti tra musica, cultura e territorio Sarà il pensiero di Lucrezio a fare da filo conduttore alla ventisettesima edizione del Garda Jazz Festival, in programma dal 27 luglio al 9 agosto tra Riva del Garda, Arco, Nago-Torbole, Tenno e Dro. Un'edizione che sceglie di ispirarsi al concetto del clinamen, la lieve deviazione degli atomi descritta nel De rerum natura, capace di interrompere la rigidità della necessità e di aprire la strada all'incontro, alla creazione e alla libertà. Un'immagine che gli organizzatori ritengono sorprendentemente vicina allo spirito del jazz, genere che ha fatto dell'improvvisazione e dell'imprevisto uno dei suoi tratti distintivi. Roberto Grassi, della Scuola Musicale Alto Garda (Smag), ha spiegato che la scelta di richiamare Lucrezio nasce dalla volontà di offrire una riflessione sul presente, auspicando che in un contesto segnato da incertezze e tensioni sia ancora possibile trovare equilibrio e serenità. A suo giudizio, se il poeta latino cercava di liberare gli uomini dalle paure attraverso la conoscenza, oggi potrebbe affidare al jazz una funzione analoga. Un festival che abbraccia il territorioCon diciassette appuntamenti tra concerti, incontri e iniziative collaterali, il Garda Jazz Festival si conferma una delle principali manifestazioni culturali dell'estate trentina. Non una semplice successione di spettacoli, ma un progetto diffuso che coinvolge l'intero territorio del Garda Trentino. Silvio Rigatti, rappresentante di Garda Dolomiti, ha evidenziato come il vero palcoscenico della manifestazione sia il territorio stesso, sottolineando la capacità delle amministrazioni locali di collaborare nella valorizzazione di luoghi suggestivi come borghi, castelli e parchi naturali. Una sinergia che contribuisce anche ad attrarre un turismo attento alla qualità dell'offerta culturale. Dai ritmi afrobeat alle contaminazioni contemporaneeTra gli eventi più attesi figura il Jazz Café degli Electric Circus, formazione che intreccia funk, afrobeat e sonorità provenienti da diverse tradizioni musicali. Secondo Grassi, il progetto incarna perfettamente lo spirito del festival per la sua capacità di mettere in relazione culture differenti attraverso il linguaggio universale della musica. Grande interesse anche per Terrestre, il lavoro della musicista Beatrice Arrigoni che verrà presentato al Parco Fluviale di Dro e che propone una ricerca artistica sospesa tra jazz contemporaneo, influenze etniche e richiami alla musica classica. Tra i momenti di punta della rassegna spicca inoltre il concerto del bassista spagnolo Vincen García al Castello di Arco. La particolarità dell'evento risiede anche nella location, raggiungibile esclusivamente a piedi attraverso l'olivaia che conduce alla fortezza. Un percorso che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole trasformare l'esperienza musicale in un viaggio capace di valorizzare il rapporto tra arte e paesaggio. Attenzione ai giovani e ai grandi protagonisti del jazzIl festival guarda con particolare attenzione alle nuove generazioni, prevedendo l'ingresso gratuito per i minori di 18 anni e agevolazioni tariffarie per il pubblico fino ai 27 anni. Il 2 agosto sarà protagonista il pianista Joey Calderazzo, considerato uno dei grandi nomi della scena jazz internazionale. La serata avrà anche un valore commemorativo, con un omaggio a Elio Bresciani e a Renzo Calliari, storico musicista rivano che ha continuato a esibirsi e a condividere la propria passione per la musica fino agli ultimi anni della sua lunga vita. L'8 agosto sarà invece dedicato al tributo a Pino Daniele firmato da Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello con il progetto Il cielo è pieno di stelle, un percorso musicale che invita a riscoprire lo sguardo poetico e visionario del grande cantautore napoletano. A chiudere il festival, il 9 agosto, sarà la cantante britannica Emma Smith, artista pluripremiata e impegnata in una tournée internazionale, apprezzata per la capacità di reinterpretare la tradizione jazzistica con uno sguardo moderno e personale. Il jazz come lezione di convivenzaTra gli appuntamenti più significativi della manifestazione figura anche il workshop Interplay nel jazz moderno dal post-bop in poi, guidato da Luca Zennaro e aperto non soltanto ai musicisti ma anche agli appassionati e ai curiosi. Per Grassi, infatti, il jazz rappresenta una metafora efficace della convivenza civile. L'improvvisazione non coincide con l'assenza di regole, ma si fonda su studio, disciplina, ascolto e rispetto reciproco. Dietro quella che può apparire come una libertà assoluta esiste un sistema condiviso di codici e relazioni che permette ai musicisti di costruire insieme un linguaggio comune. Una riflessione condivisa anche dall'assessora alla Cultura di Riva del Garda, Stefania Pellegrini, secondo la quale la capacità di dialogo e confronto che caratterizza l'esperienza musicale dovrebbe diventare un modello anche per le relazioni tra le persone e tra i popoli, soprattutto in una fase storica segnata da tensioni e conflitti internazionali. È forse proprio questo il messaggio più attuale della nuova edizione del Garda Jazz Festival: l'idea che l'armonia non sia una condizione acquisita una volta per tutte, ma una costruzione quotidiana fatta di ascolto, confronto e partecipazione. Proprio come accade nel jazz. |
Garda Jazz Festival, il caos che diventa armonia: Lucrezio ispira la 27ª edizione
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