Legge elettorale, Pd: “Dalle quote alla parità, serve una democrazia più equilibrata”

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Ferrari (Pd): “Liste al 50% per donne e uomini. È un passo necessario per rendere la rappresentanza politica davvero specchio del Paese”

Superare il sistema delle quote per arrivare a una parità effettiva nelle liste elettorali. È la proposta rilanciata alla Camera dalla deputata del Partito Democratico Sara Ferrari, intervenuta nel corso della discussione generale sulla riforma della legge elettorale.

La parlamentare, capogruppo Pd in commissione Femminicidio, ha sottolineato come le opposizioni abbiano presentato una posizione unitaria sul tema, puntando a introdurre l’obbligo del 50% di candidature per donne e uomini.

Secondo Ferrari, si tratterebbe di un cambio di paradigma: non più un sistema basato su quote massime per il genere più rappresentato, ma un principio di piena parità nella composizione delle liste. Un intervento che, nelle intenzioni dei proponenti, dovrebbe garantire una rappresentanza politica più aderente alla realtà sociale del Paese.

Nel suo intervento in Aula, la deputata ha richiamato anche i principi costituzionali degli articoli 3 e 51, che sanciscono l’uguaglianza e la parità di accesso alle cariche pubbliche. “È il momento di una democrazia più matura”, ha affermato, sottolineando la necessità di riconoscere in modo concreto pari opportunità e rappresentanza.

Ferrari ha inoltre evidenziato il divario emerso nelle ultime elezioni politiche: a fronte di circa il 44% di candidate, la percentuale di elette si è fermata al 33%, segno – ha osservato – di un meccanismo ancora sbilanciato.

L’obiettivo della proposta, ha concluso, è non solo correggere le disuguaglianze nella rappresentanza politica, ma contribuire anche a un cambiamento culturale più profondo, fondato sul riconoscimento della piena parità di competenze tra donne e uomini nella vita istituzionale.