Zanella critica il piano sulla terapia intensiva: «A Rovereto il raddoppio dei posti letto è ingiustificato»

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Il consigliere provinciale del Pd punta il dito contro la programmazione sanitaria: «I posti attuali sono occupati poco più della metà del tempo, mentre restano chiusi reparti che servirebbero davvero»

Il progetto di ampliamento della terapia intensiva dell’ospedale di Rovereto continua a suscitare perplessità. A intervenire è il consigliere provinciale del Partito Democratico Paolo Zanella, già coordinatore infermieristico del Santa Chiara, che contesta la scelta della Provincia di procedere con il raddoppio dei posti letto di rianimazione.

Secondo Zanella, da anni sostiene che l’incremento previsto per l’Azienda sanitaria non sia giustificato dalle reali necessità del territorio. Pur riconoscendo che le indicazioni derivano da linee guida nazionali, ritiene che la Provincia avrebbe dovuto confrontarsi con lo Stato per rimodulare il progetto facendo valere le prerogative dell’autonomia speciale.

A suo giudizio, la realizzazione di 32 nuovi posti letto a Rovereto porterebbe implicitamente a sostenere che in passato una parte consistente dei pazienti bisognosi di cure intensive non abbia trovato assistenza adeguata, circostanza che considera priva di fondamento. Per questo motivo afferma di aver chiesto più volte, prima all’ex assessora Stefania Segnana e successivamente a Mario Tonina, di rivedere la pianificazione, senza però ottenere risposte.

Zanella precisa di non essere contrario a un aumento dei posti di terapia intensiva, ritenendo che qualche posto aggiuntivo possa essere utile. Tuttavia, considera sproporzionato un ampliamento di tali dimensioni e propone piuttosto di predisporre procedure che consentano, in caso di emergenze sanitarie o pandemiche, di convertire rapidamente alcune unità di terapia sub-intensiva già esistenti.

Il consigliere sottolinea inoltre che il tasso di occupazione dei posti attualmente disponibili a Rovereto supera di poco il 50%, dato che a suo avviso rende difficile comprendere la necessità di un investimento così consistente. Da qui le sue critiche alla programmazione sanitaria provinciale.

Nel mirino dell’esponente democratico finiscono anche le conseguenze che questa scelta avrebbe avuto sugli altri reparti ospedalieri. Zanella evidenzia che l’espansione della terapia intensiva è coincisa con la chiusura di numerosi posti letto in geriatria avvenuta negli anni successivi alla pandemia. Una situazione che, secondo lui, ha contribuito a creare una forte pressione sui reparti rimasti aperti, proprio mentre cresce il numero di anziani che necessitano di assistenza.

Per il consigliere esiste una contraddizione tra le dichiarazioni della Giunta provinciale, che individua nell’invecchiamento della popolazione una delle principali sfide future, e la riduzione dei posti destinati ai pazienti geriatrici.

Zanella ricorda inoltre che alla fine del 2024 sono stati chiusi anche venti posti letto nel reparto di chirurgia. I pazienti, osserva, non sono diminuiti e ciò avrebbe determinato un ulteriore sovraccarico dei reparti rimasti operativi e un aggravio delle condizioni di lavoro per il personale sanitario.

Il problema principale, conclude, resta la cronica carenza di operatori. A suo avviso appare difficile immaginare l’apertura di nuovi posti di terapia intensiva, che richiedono un numero elevato di medici e infermieri specializzati, quando già oggi non si riesce a garantire la piena operatività dei posti letto ordinari. Per questo attribuisce alla gestione provinciale una scarsa capacità di pianificazione e una limitata volontà di adattare i modelli organizzativi alle reali esigenze del territorio.