Trentino, oltre 100 eventi per “Archeologia Estate 2026”: musei e siti diventano un museo diffuso

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Laboratori, visite e spettacoli per tutta l’estate tra giugno e settembre

Un’estate all’insegna della scoperta del passato prende forma in Trento e in tutto il territorio provinciale grazie al programma “Archeologia Estate 2026”, che propone oltre cento appuntamenti dedicati alla storia antica, alla divulgazione scientifica e alle attività per famiglie.

L’iniziativa, promossa dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, coinvolge numerosi siti e musei, dai resti della Trento romana al Museo Retico di Sanzeno, dal Parco Archeo Natura al Museo delle Palafitte di Fiavé, fino all’area archeologica di Acqua Fredda al Passo del Redebus.

Il progetto, realizzato in collaborazione con enti locali, associazioni e realtà culturali del territorio, propone un calendario fitto di attività che spazia tra visite guidate, laboratori didattici, archeologia sperimentale, incontri tematici, spettacoli teatrali, musica e percorsi naturalistici.

Tra i luoghi centrali dell’offerta estiva figurano i siti della Trento romana, dove il percorso “I colori di Tridentum” valorizza mosaici e decorazioni della città antica. Il programma prevede passeggiate archeologiche, attività per famiglie e installazioni multimediali che permettono di ricostruire la vita urbana di duemila anni fa, tra domus, botteghe e spazi pubblici.

Ampio spazio è riservato anche al Museo Retico di Sanzeno, che propone laboratori dedicati alle tecniche antiche, dalla lavorazione dell’argilla alla tessitura, dalla metallurgia alla panificazione, oltre a spettacoli e iniziative che uniscono divulgazione e intrattenimento.

Particolare rilievo è riservato al sito UNESCO delle palafitte di Fiavé, dove il Museo delle Palafitte e il Parco Archeo Natura offrono un’immersione nella vita quotidiana dell’età del Bronzo. Le attività permettono ai visitatori di sperimentare antichi mestieri, tecniche artigianali e pratiche agricole all’interno di un contesto naturalistico di grande valore.

Il programma si estende anche ai siti archeologici montani e prealpini, come l’area di Acqua Fredda al Passo del Redebus e i Montesei di Serso, dove escursioni, laboratori e trekking archeologici intrecciano storia, natura e tradizioni locali.

Tra le novità di questa edizione spicca anche la mostra dedicata al mondo delle api “Custodi di biodiversità”, che approfondisce il ruolo dell’apicoltura nella storia e nella cultura delle comunità alpine, attraverso reperti, attività didattiche e laboratori.

Secondo l’assessore provinciale alla cultura Francesca Gerosa, il programma rappresenta un esempio di valorizzazione diffusa del patrimonio storico e archeologico, capace di unire ricerca, divulgazione e partecipazione del pubblico.