Abitazioni, inclusione e autonomia: aperte otto nuove case per persone con disabilità

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Il progetto, gestito dalla Cooperativa La Rete, ambisce a promuovere un percorso di vita il più possibile indipendente per gli utenti del servizio

Otto appartamenti ristrutturati dal Comune e destinati a ventiquattro persone con disabilità, affinchè possano intraprendere un percorso di vita il più indipendente possibile pur contando, in caso di necessità, sull’aiuto e l’assistenza dei propri educatori. È questo uno dei progetti avviati la scorsa primavera dalla Pubblica Amministrazione e finanziato dai fondi del Pnrr. L’iniziativa – presentata martedì 23 giugno 2026 – è gestita dalla Cooperativa La Rete, che cura l’accompagnamento degli utenti in sinergia con il servizio Welfare e coesione sociale.

Seguendo le indicazioni di Asuit (Azienda Sanitaria Provinciale Universitaria Integrata del Trentino), ogni casa è stata arredata con diversi dispositivi domotici che agevolano le attività quotidiane degli inquilini: dai piani di lavoro in cucina che possono alzarsi o abbassarsi a seconda delle necessità ai pensili motorizzati fino agli elettrodomestici posizionati in modo da consentirne l’utilizzo a chi è in sedia a rotelle. Altri esempi sono la pulsantiera fisica del piano cottura per i non vedenti e touch per persone con disabilità cognitiva o motoria, le luci automatiche all’interno degli armadi e l’asta appendiabiti che può abbassarsi. Si passa, infine, al pavimento antiscivolo, al box doccia senza scalino e a un pannello di controllo per gestire le luci e il riscaldamento.

Il progetto ha incluso anche un momento di formazione per gli utenti volto all’uso consapevole degli strumenti a loro disposizione.

Le parole di Mauro Tommasini

“Per noi questo non rappresenta un passaggio fondamentale: è un modello innovativo di abitare, centrato sull’autonomia e sull’autodeterminazione delle persone” ha affermato il direttore della cooperativa sociale La Rete Mauro Tommasini. “Non credo che in Italia esista qualcosa del genere che avrà una scuola dell’abitare come nucleo di sperimentazione. A questi otto appartamenti, che rappresentano una nuova fase progettuale, si affiancano altri sei alloggi già attivi da dieci anni, che ormai rappresentano una realtà consolidata. Quello che oggi vediamo realizzato, quindici anni fa era soltanto un’idea, quasi un sogno. La cultura dell’inclusione che abbiamo contribuito a costruire insieme e la fiducia dimostrata dal Comune di Trento hanno permesso di anticipare principi che oggi ritroviamo pienamente affermati nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità: il diritto di ogni persona a scegliere il proprio progetto di vita e a essere protagonista del proprio futuro”.