Casa, stipendi e lavoro: dal Consiglio provinciale l’appello a una strategia condivisa per il futuro del Trentino

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Nel confronto tra imprese, agricoltori, sindacati e associazioni dei consumatori emergono le principali criticità del territorio: costo della vita, difficoltà abitative, carenza di personale, accesso al credito e crescita economica rallentata

Il caro vita, la questione abitativa, gli stipendi e la difficoltà di trovare personale qualificato. Sono questi alcuni dei temi che hanno dominato la seconda parte della conferenza di informazione dedicata a produttività, salari e costo della vita, ospitata dal Consiglio provinciale. Dopo il primo incontro riservato agli approfondimenti tecnici, la seduta ha portato al centro del dibattito le esperienze e le preoccupazioni di imprese, mondo agricolo, cooperazione, sindacati e associazioni dei consumatori.

Ad aprire i lavori è stata la vicepresidente del Consiglio provinciale Mariachiara Franzoia. Francesco Valduga, intervenendo a nome dei promotori dell’iniziativa, ha sottolineato come il tema degli stipendi sia strettamente legato alla qualità della vita dei cittadini, ribadendo l’importanza del contributo di chi opera quotidianamente sul territorio. Il vicepresidente della Provincia Achille Spinelli ha invece ringraziato i rappresentanti delle categorie economiche e sociali presenti, confermando la disponibilità della Giunta al confronto.

Dal mondo produttivo è emersa la richiesta di interventi capaci di affrontare problemi ormai strutturali. Lorenzo Delladio, presidente di Confindustria Trento, ha descritto una fase complessa per l’industria, segnata dalla riduzione delle esportazioni e dall’aumento dei costi. Anche Andrea De Zordo, presidente della Camera di commercio, ha evidenziato segnali contrastanti: da una parte un’economia che continua a reggere, dall’altra una crescita limitata e la crescente difficoltà nel reperire molte figure professionali.

Le preoccupazioni sono condivise anche dal settore artigiano. Giorgio Danielli ha richiamato l’attenzione sugli stipendi, sulla carenza di lavoratori e sull’invecchiamento della forza lavoro, sottolineando come il benessere dei dipendenti abbia effetti diretti sulla produttività delle aziende. Dal commercio è arrivato invece l’allarme per il peso dei costi energetici. Sergio Rocca, leggendo il contributo di Giovanni Bort per Confcommercio, ha definito il terziario un comparto solido ma esposto alle difficoltà economiche. Mauro Paissan, presidente di Confesercenti, ha indicato nel costo della casa il principale fattore che incide sul tenore di vita delle famiglie trentine, mentre ha denunciato il peso degli adempimenti amministrativi sulle attività economiche. Anche il comparto turistico, rappresentato da Alberto Bertolini, ha segnalato la crescente difficoltà nel trovare alloggi per i lavoratori stagionali e dipendenti del settore.

Problemi simili sono stati evidenziati dal mondo agricolo. Mara Baldo, presidente di CIA, ha ricordato che oltre alla produttività è necessario garantire alle aziende agricole la possibilità di operare con margini adeguati. Diego Coller, presidente di Confagricoltura, ha richiamato l’attenzione sull’aumento dei costi e sulla necessità di rafforzare innovazione e collaborazione tra i diversi soggetti economici. Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti, ha parlato delle difficoltà causate dall’aumento delle spese, dalle condizioni climatiche e dagli adempimenti burocratici. Renato Dalpalù, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, ha invece posto l’accento sull’incertezza economica, sull’accesso al credito e sulla necessità di investire nelle persone.

Sul fronte sindacale, Andrea Grosselli della Cgil ha evidenziato le conseguenze di una crescita debole e dell’aumento dei prezzi, sostenendo la necessità di rafforzare gli strumenti di sostegno sociale. Michele Bezzi della Cisl ha indicato nella contrattazione aziendale una possibile risposta alla perdita di potere d’acquisto degli stipendi, mentre Walter Largher della Uil ha definito l’emergenza abitativa il principale ostacolo per molti lavoratori, in particolare per chi non ha accesso agli alloggi pubblici ma non dispone di risorse sufficienti per affrontare il mercato privato.

Anche le associazioni dei consumatori hanno chiesto interventi concreti. Carlo Biasior, direttore del CRTCU, ha sollecitato maggiori tutele contro gli aumenti dei prezzi ritenuti ingiustificati e ha espresso perplessità sull’efficacia degli strumenti attualmente utilizzati per monitorare l’andamento dei costi.

Nella fase conclusiva del confronto, diversi consiglieri provinciali hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di affrontare i problemi in modo coordinato. Tra i temi emersi figurano il ruolo della formazione, il rafforzamento degli istituti tecnici, le politiche per la casa, il sostegno ai giovani e l’innovazione digitale.

Dalla giornata di lavori è emersa l’immagine di un Trentino che continua a mostrare elementi di solidità, ma che deve fare i conti con criticità sempre più evidenti. Stipendi, abitazioni, accesso al credito, disponibilità di personale, costi energetici e crescita della produttività sono stati indicati come le principali sfide da affrontare. Su un punto, tuttavia, tutti i partecipanti hanno mostrato convergenza: la necessità di costruire una strategia condivisa capace di coinvolgere imprese, lavoratori, famiglie, istituzioni e territori.