![]() Michela Calzà: «Priorità alla salute dei bambini e alle condizioni di lavoro del personale»
Le temperature elevate che stanno interessando il Trentino riaccendono l'attenzione sulle condizioni ambientali all'interno di asili nido e scuole dell'infanzia, strutture che continueranno a ospitare bambini e operatori fino al prossimo 30 luglio. A sollevare il tema è la consigliera provinciale del Partito Democratico Michela Calzà, che ha presentato un'interrogazione per fare chiarezza sullo stato degli impianti di raffrescamento presenti negli edifici scolastici dedicati alla prima infanzia. Secondo Calzà, le ondate di calore sempre più frequenti e intense stanno incidendo in modo significativo sia sul benessere dei bambini sia sulle condizioni di lavoro del personale educativo. In molte strutture, infatti, le attività si svolgono prevalentemente al chiuso a causa delle temperature elevate registrate all'esterno. Tuttavia, anche gli ambienti interni possono diventare particolarmente difficili da gestire quando non sono dotati di adeguati sistemi di climatizzazione. La consigliera sottolinea come il problema riguardi una rete molto ampia di servizi educativi distribuiti su tutto il territorio provinciale: oltre cento asili nido frequentati da circa 4.000 bambini e 130 scuole dell'infanzia che accolgono complessivamente circa 12.000 iscritti. Una realtà che, secondo Calzà, deve essere preparata ad affrontare estati sempre più calde e fenomeni climatici estremi che tendono a manifestarsi con maggiore anticipo rispetto al passato. Nel corso del 2025 la Provincia autonoma di Trento aveva stanziato contributi destinati all'acquisto e all'installazione di impianti di climatizzazione nelle scuole dell'infanzia situate fino a 520 metri di altitudine. Il bando aveva raccolto 26 richieste, tutte accolte, per un investimento complessivo di circa 180 mila euro. Resta però da chiarire quale sia lo stato effettivo degli interventi finanziati. Non è infatti ancora noto quanti impianti siano stati completati e messi in funzione, né quanti edifici scolastici siano ancora sprovvisti di sistemi di raffrescamento adeguati. Attraverso l'interrogazione, la consigliera chiede alla Giunta provinciale una fotografia aggiornata della situazione, con dati precisi sul numero di aule ancora prive di impianti, sulle strutture che non hanno ancora attivato i sistemi finanziati e sulle eventuali criticità segnalate a causa delle alte temperature. La richiesta riguarda anche le misure urgenti che l'amministrazione intende adottare nelle scuole che rimarranno aperte fino alla fine di luglio, periodo in cui il caldo potrebbe continuare a mettere sotto pressione gli ambienti educativi. Per Calzà il tema va oltre l'emergenza contingente. «I cambiamenti climatici impongono una riflessione strutturale sulla qualità degli spazi scolastici e sulla tutela della salute dei più piccoli», sostiene la consigliera, evidenziando la necessità di pianificare interventi a lungo termine. L'obiettivo, conclude, è dotarsi di una mappatura completa delle situazioni più critiche e costruire un programma di investimenti capace di rendere tutti gli ambienti educativi più sicuri, salubri e confortevoli, sia per i bambini sia per il personale che vi opera quotidianamente. |
Caldo record nelle scuole dell’infanzia in Trentino: interrogazione in Provincia sullo stato degli impianti di raffrescamento
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